domenica 26 aprile 2009

Bil’in, Cisgiordania - Un normale venerdì di resistenza, al di qua del muro

E’ venerdì a Bil’in. E come ogni venerdì gli abitanti del villaggio partono in corteo verso il muro costruito da Israele. Oggi sono più di duecento tra palestinesi, israeliani e internazionali a spingersi con passo deciso contro quella barriera. E’ passata solo una settimana, infatti, dalla uccisione del trentunenne Basem Abu Rahme. Venerdì scorso, appunto, durante una manifestazione analoga, per mano dell’esercito israeliano. E’ importante oggi essere in tanti. In memoria di Basem. E’ un corteo non violento. Per meglio dire è un corteo contro la violenza dell’esercito israeliano.
Parte immediata una pioggia di lacrimogeni. Saranno quindici alla fine di questa lunga giornata le persone ferite: alcune hanno perso conoscenza per i gas. Altre sono state colpite dai candelotti.
L’esercito israeliano fa sfoggio in queste occasioni di armi non convenzionali: oggi ha sperimentato una sorta di sirena assordante, come una bomba acustica che infastidisce da far male. Poi, ad un certo punto il lancio di una vera e propria pioggia di lacrimogeni: vengono sparati in aria contemporaneamente ottanta candelotti che circondano tutti i manifestanti.
Un giovane palestinese viene arrestato. Restano tutti lì davanti all’esercito. Le donne in prima fila e non arretrano di un passo fino al suo rilascio. Un corteo lunghissimo oggi, interminabile, estenuante e duro.
E’ un venerdì qualunque nei villaggi attorno a Ramallah, da oltre quattro anni.

Alcune riflessioni con Riccardo Carraro, Servizio Civile Internazionale, che si trova a Bil’in in questi giorni a conclusione della manifestazione venerdì 24 aprile.
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http://www.bilin-village.org/italiano/