sabato 11 aprile 2009

Palestina. Carovana sotto l’assedio, la cronaca della quinta giornata.

Report dal gruppo A
Questa mattina il gruppo A della carovana dal paesino di Jayyous si è spostata a Tulkarem, pochi km più a nord, per incontrare gli studenti del College Universitario Palestine Technical University. L’incontro ufficiale è avvenuto nel teatro dedicato a Yasser Arafat, mentre fuori, dai viali principali del college, si distingueva molto bene il muro di cemento che gli israeliani hanno costruito sulla linea verde, ma avanzando ulteriormente verso il territorio del campus, impedendo cosi l’ampliamento dei campi sportivi e spesso sparando sulle pareti delle strutture universitarie. Il college è stato pesantemente bombardato nel 1989 e nel 2002, ma in 7 anni la ricostruzione è evidente. Sono evidenti purtroppo anche le industrie chimiche israeliane che inquinano le falde acquifere e comportano un incremento sempre maggiore nella popolazione di malattie quali asma e cancro. Qui circa 2000 studenti, spiega il capo del settore Progettazione e Sviluppo Husam Qasrawi, si occupano di materie scientifiche, ma ci sarebbe bisogno di un incremento del personale qualificato tra gli insegnanti. Eccellente invece la preparazione sportiva, infatti ragazze e ragazzi hanno poi assistito alla partita di calcio maschile e poi al calcetto con la squadra femminile. Il team di Sport sotto l’Assedio non ha vinto, diciamo così, ma si è molto divertito. Diamo il risultato delle ragazze: 3 a 2. E’ stato osservato un minuto di silenzio e la squadra palestinese giocava con il lutto al braccio per le vittime del terremoto. Rientrando a Jayyous ci siamo accorti che dalla collina del paese si vede il mare, quel mar mediterraneo che i nostri amici palestinesi, oggi, non hanno il permesso di raggiungere. Solo gli aironi volavano liberi sopra le grate di filo spinato, tra gli ulivi e i mandorli deturpati dal muro dell’apartheid.
Corrispondenza gruppo A: [ audio ]

Report dal gruppo B
Oggi i componenti del gruppo B della carovana di Sport sotto l’assedio sono a Jaffa/Nazareth, dove la prima cittadina è abitata da palestinesi e la seconda da israeliani. Qui siamo in territorio Israeliano. Palese è la situazione di apartheid a cui è sottoposto il venti per cento della popolazione di origine palestinese con nazionalità israeliana che è costretta ad avere propri quartieri, proprie scuole e proprie istituzioni. Fortissima è la pressione dei coloni israeliani, forte è il consenso per il nuovo governo Israeliano e per le formazioni dell’ultradestra; molti i villaggi che i palestinesi hanno dovuto abbandonare per rifugiarsi nei campi profughi o nei quartieri di Jaffa.
Corrispondenza gruppo B: [ audio ]