martedì 14 aprile 2009

Palestina. Carovana sotto l’assedio, la cronaca dell’ultima giornata

A qualche centinaia di metri dalla porta di Damasco si trova il centro La torre del Fenicottero, un centro giovanile subito dentro le mura di Gerusalemme, nel quartiere arabo della città vecchia, gestito da un comitato di gestione composto dagli stessi abitanti. Si tratta, per la città vecchia, dell’unica presenza sociale dedicata alle fasce più deboli della popolazione che attraverso l’apertura di spazi e di servizi educativi cerca di promuovere lo sport e i momenti di aggregazione tra i bambini palestinesi. Partiti presto nella mattinata dal campo di Deheishe, l’intera carovana (centottanta persone..."lente e macchinose") si appresta a giocare e ad assistere alle ultime partite di calcio di questa edizione di Sport sotto l’Assedio nei territori palestinesi. Anche oggi perdiamo, sia la quadra maschile che quella femminile. Ma l’atmosfera come sempre è quella della festa.
Girare per Gerusalemme oggi è impossibile. E’ domenica di pasqua la città è fortemente militarizzata. Sulle nostre teste incombe un enorme sommergibile bianco, modello Gaza, che consente il monitoraggio precisissimo di tutto quello che accade. Giunge la notizia anche oggi di una provocazione da parte dei coloni israeliani: intorno alle 14.00 alcuni coloni fanno incursione nella spianata delle moschee.
Alle 17.00, appuntamento alla porta di Damasco. Assieme ai giovani del centro Fenicottero e a quelli dell’associazione afro-palestinese (che ha un centro proprio accanto alla spianta delle moschee) improvvisiamo una festa... "free free palestine" sono gli slogan che centinaia di persone tra carovana e giovani palestinesi scandiscono a ritmo di Murga (la banda che ha accompagnato in questi giorni la carovana del gruppo "A"). I nostri pensieri vanno a Gaza dove non è stato possibile entrare, dove la situazione è ancora estremamente difficile. Vanno al muro della vergogna che strappa terre e dignità alla popolazione palestinese. Vanno ai campi profughi dove non arrivano acqua ed elettricità e dove l’esercito israeliano fa continuamente e arbitrariamente incursione. Vanno ai sorrisi dei bambini incontrati che attraverso lo sport, la musica, i progetti educativi messi in atto sbaragliano giorno dopo giorno lo stato di assedio del governo israeliano. Vanno alle parole ritmate con rabbia dai giovani rapper che abbiamo conosciuto e applaudito. Vanno alle donne e agli uomini di tutti i villaggi che abbiamo attraversato che resistono quotidinamente e collettivamente per difendere il loro territorio, il loro diritto ad una vita dignitosa. Ultima tappa della carovana edizione 2009. Ma è solo un nuovo inizio... stay be tuned!