sabato 11 aprile 2009

Report – L'inferno sanitario nelle carceri israeliane

Il Centro palestinese per la Difesa dei detenuti ha reso noto in questi giorni che il numero di malati imprigionati nelle carceri israeliane ammonta a un totale di 1.600 - 16 dei quali affetti da cancro. E ha aggiunto che Israele continua a portare avanti la politica d’indifferenza nei confronti delle loro condizioni di salute, fornendo solo trattamenti medici palliativi.
Nel rapporto pubblicato in occasione della Giornata Mondiale della Salute, del quale il nostro corrispondente ha ricevuto una copia, il centro ha dichiarato infatti che gli unici farmaci prescritti dal personale delle prigioni per qualsiasi malattia sono solo antidolorifici.
Secondo il rapporto, 550 prigionieri palestinesi necessitano di operazioni urgenti di chirurgia, mentre altri 160 soffrono di seri problemi come cancro, disturbi cardiaci e insufficienza renale; 18 si muovono con l’aiuto di una sedia a rotelle o di un paio di stampelle.
Vengono inoltre citati 80 malati di diabete e decine di carcerati che corrono il rischio di perdere la vista: due di loro sono già divenuti ciechi, per non aver ricevuto le cure di cui avevano bisogno. Altre decine di detenuti sono affetti da vari generi di malattie, diverse da quelle menzionate.
In un altro contesto, il ministero palestinese per gli Affari dei detenuti ha accusato mercoledì scorso l’occupazione israeliana di sfruttare l’impoverimento dei mezzi di sussistenza degli abitanti di Gaza per costringerli col ricatto a lavorare come spie e procurare informazioni sulla Resistenza palestinese.
In un comunicato stampa ricevuto dal nostro corrispondente, Riyad al-Ashqar, direttore dell’ufficio stampa del ministero, ha infatti biasimato Israele per aver assaltato e rapito alcuni pescatori, e per aver fatto pressioni su di loro affinché lavorassero come informatori, altrimenti loro e le loro barche sarebbero stati il bersaglio della marina israeliana.
Al-Ashqar ha aggiunto che lo stato ebraico sta portando avanti questa politica crudele anche sui bambini palestinesi rinchiusi nei centri di detenzione in Cisgiordania e in Israele, dove i piccoli vengono prima maltrattati, e poi liberati a condizione che accettino di unirsi a queste operazioni di spionaggio.
Il ministero ha messo in guardia su ciò a cui può portare convincere dei ragazzini a tradire in cambio di lusinghe materiali, e ha invitato tutte le istituzioni a lanciare una vasta campagna d’informazione tra i cittadini palestinesi riguardo a queste vicende.
tratto da Infopal