lunedì 6 aprile 2009

"We are peacefuul, what are you?

La cronaca della manifestazione No-Nato a Strasburgo

Gli abitanti di Strasburgo si chiedono e chiedono ai poliziotti che vietano la circolazione e controllano i pedoni in città se il Presidente riesce a passare con il suo Air Force One... e aspettano che passi finalmente Obama per poter recarsi al lavoro o rientrare a casa. La popolazione si sposta con in mano la mappa della città fornita dagli attivisti del contro-vertice, è quella più utile e ricca di dettagli per rintracciare l’itinerario scelto.
L’appuntamento per la manifestazione contro la Nato è stato fissato alle 13 nel Giardino delle Due Rive ma la polizia ha vietato ai partecipanti che provenivano dalla parte tedesca di attraversare il Ponte d’Europa e raggiungere il luogo del concentramento "per motivi di sicurezza" così è iniziato l’ultimo pomeriggio NO-NATO a Straburgo.
Moltissimi attivisti erano infatti rimasti a Baden-Baden dove si svolgeva una delle cerimonie ufficiali previste, alcuni gruppi minoritari di partiti ’della sinistra radicale’ e dei sindacati avevano invece scelto una palestra per riunirsi in un’"assemblea antiguerra". Ennesimo blocco, la tensione per il blocco del ponte è salita e un faccia-a-faccia immediato di lanci è scattato tra sassi contro la videosorveglianza poi molotov e lacrimogeni, numerosissimi i tiri di flashball per impedire ai manifestanti di passare la frontiera franco-tedesca e punto di partenza del corteo che si sarebbe diretto verso il palazzo della Musica che ospita il vertice.
Il bilancio dei feriti, una cinquantina alla fine della mattinata, è aumentato nel corso del pomeriggio, ma nessuna notizia è trapelata dagli ospedali anche loro in stato di assedio. Sepolti da coltri di fumo nero, gruppi di centinaia di persone accerchiate sono state costrette a chiedere ripetutamente con i megafoni il "cessate il fuoco" alle forze dell’ordine che continuavano a caricare i manifestanti con tiri di candelotti di gas e cannonate di acqua.
Di fronte al dispositivo di guerra decine di migliaia di manifestanti hanno deciso di usare i corpi senza mai affrontare direttamente le forze dell’ordine impegnate nell’escalation militare. Corpi per camminare a piedi e attraversare le barriere antisommossa, per procurarsi acqua e cibo, per difendersi e proteggersi o riposarsi, o per nuotare e risalire il fiume, corpi che hanno suonato la fanfara per strada e danzato in basso la pantomima della coreografia aerea diretta d’aviazione dell’esercito europeo.
L’ex-posto di frontiera all’entrata del territorio francese è stato saccheggiato, demolito e incendiato, bandiere europee divelte e le finestre esplose a colpi di pala guardano la parte tedesca come occhi neri e ciechi.
Marina Nebbiolo