mercoledì 9 giugno 2010

La Carovana Bety Cariño e Yryi Jakkola non é potuta entrare al Municipio Autonomo di San Juan Copala

Il governo dello stato di Oaxaca si é negato a garantire la sicurezza per la Carovana

La strada che porta al Municipio Autonomo era bloccata dall'organizzazione paramilitare UBISORT. 

La Carovana umanitaria ha l'obiettivo di "rompere l'assedio" a cui, da ormai diversi mesi, é sottomessa la popolazione indigena triqui che vive nella comunitá di San Juan Copala e appoggia il Municipio Autonomo, che tre anni fa si istituí nella regione. Le organizzazioni politico/paramilitari presenti nella zona, che si oppongono all'esercizio dell'autonomia (MULT e, soprattutto, UBISORT), hanno preso il controllo della regione e la mantengono accerchiata: con la forza delle armi mantengono in una situazione di terrore la popolazione, che non puó uscire dalle proprie case per andare a svolgere il proprio lavoro nei campi, andare al fiume a prendere acqua per bere o lavarsi, recasi in altri villaggi o nella cittá per comperare generi alimentari... senz'acqua, cibo né energia elettrica, con la scuola chiusa e l'unica strada d'accesso alla comunitá di San Juan Copala pattugliata e bloccata dai paramilitari armati, la gente vive in una situazione ormai insostenibile. Nel post anche la cronaca degli ultimi avvenimenti.

Mentre Amnesty Internacional si é pronunciata per l'ennesima volta, facendo apppello alle autoritá messicane perché garantiscano la sicurezza alla seconda carovana di aiuti, dallo scorso venerdí la strada che porta alla comunitá é stata bloccata con enormi macigni dal gruppo paramilitare UBISORT, che durante il fine settimana ha compiuto ben due attacchi armati contro i civili della comunitá, in cui un uomo é rimasto ferito. 
Il contesto di insicurezza e insostenibile violazione di tutti i diritti fondamentali, individuali e collettivi, in cui vivono gli abitanti triqui che difendono il Municipio Autonomo, non intacca l'indifferenza e il cinismo delle autoritá, statali e federali. Con il pretesto che "non ci sono le condizioni di sicurezza per l'ingresso della Carovana a Copala", il governo si lava le mani della gravisima situazione (come il Secretario Generale del Governo di Oaxaca, Evencio Martínez Ramirez). E nonostante i ripetuti appelli delle diverse organizzazioni civili e dei diritti umani, le autoritá, probabilmente succubi o colluse con i gruppi paramilitari, non si sono mai volute impegnare a cercare di creare "le condizionidi sicurezza". Ufficialmente la Procuradora Estatal, María de la Luz Candelaria Chiñas, ha affermato che diversi corpi di polizia, statale e federale, realizzeranno un "operativo congiunto" per cercare di proteggere la Carovana; ciononostante, il portavoce del Municipio Autonomo, intervistato dalla rete nazionale Radio Educazione nella mattinata di martedí 8 giugno, ha affermato che la polizia federale é completamente assente, rendendo sostanzialmente indifesa la carovana.

Di seguito la cronoca delle ultime ore

8 / 6 / 2010 
9.30 pm. Conferenza stampa, Huajuapan de León, Jorge Albino, portavoce del Municipio Autonomo di San Juan Copala: "E' chiaro che i governi federale e locale possono controllare questo gruppo assassino [UBISORT], peró non gli interessa, anzi lo protegge con un cordone di polizia. Se il governo non puó garantire l'alimentazione e la vita agli abitanti, la societá civile deve svolgere questo ruolo. La capacitá di convivenza e rispetto mostrata nella Carovana é per noi un'esito.
1. Gli alimenti che si dovevano consegnare verranno messi al sicuro a Huajuapan fino a quando si troverá la forma per consegnarli.
2. Da domani il Municipio Autonomo si rivolgerá alla Croce Rossa Internazionale e all'ONU per consegnare questi aiuti.
3. Si fará pressione sulla PGR [Procuraduria General de la Republica] perché indaghi e non si trasformi in un complice degli assassini della Carovana precedente [27 aprile, quando furono uccisi Bety e Jiry].
4. Se non si trovasse la forma di consegnare gli aiuti, si convocherá una carovana di sole donne.
5. Esigiamo lo scioglimento del gruppo armatoUBISORT, cosí come il chiarimento delle morti di Bety e Jiry, e mettere fine all'impunitá di Ulises Ruiz.
Questa Carovana ritornerá domani, verso le 3 pm, a Cittá del Messico. San Juan Copala deve ritornare alla normalitá, e i diritti dei popoli indigeni si devono attuare ".

6.00 pm. La Carovana, che é riuscita a raggiungere la comunitá di Agua Fría, prima di San Juan Copala, é stata costretta a fare dietro-front e si sta nuovamente dirigendo alla cittadina di Juxtlahuaca e, di lí, alla cittá di Huahuapan, dove si svolgerà una conferenza stampa.
Poco dopo Agua Fría, e prima di San Juan Copala, si trova la comunitá di La Sabana, controllata dai paramilitari di UBISORT, dove era stata attaccata la precedente Carovana del 27 aprile. Una commissione della Carovana si é diretta a La Sabana, dove ha confermato che la strada verso Copala é bloccata da un gran numero di persone e uomini armati. Da lí, la decisione di ritornare indietro.

3.00 pm. nella comunitá di Santa Rosa, si é realizzato un incontro tra questa funzionaria e la Carovana. La Procuradora ha ripetuto la stessa cosa, e ha proposto che, piuttosto che dirigersi a Copala, la Carovana facesse pressione sul Municipio Autonomo e le due organizzazioni che gli si oppongono, per aprire un negoziato. La risposta del Municipio Autonomo e delle organizzazioni di difesa dei diritti umani é stata chiara: l'obiettivo della Carovana é la consegna di aiuti umanitari, e questo non si puó negoziare. Il dialogo sará benvenuto, peró in un altro momento. La conversazione termina quando la Procuradora se ne va dicendo che la Carovana é libera di avanzare, peró lo fará sotto la propria responsabilitá.
Lo stesso responsabile della Commissione di Diritti Umani dello Stato di Oaxaca ha eluso la propria responsabilitá sconsigliando alla Carovana di continuare il suo tragitto.

3.30 pm.Cittá del Messico momenti di tensione e brevi scontri tra la polzia ed un corteo in solidarietá con il Municipio Autonomo.

Oaxaca: da questa mattina il traffico é bloccato da un sit-in di manifestanti nell'incrocio di Cinco Señores.

1.00 pm. il percorso della Carovana é stato rallentato da un posto di blocco della Polizia Statale, all'entrata della cittadina di Juxtalahuaca. I partecipanti alla Carovana l'hanno superato a piedi, riuscendo cosí a risalire sugli autobus piú avanti e riprendere il cammino. La responsabile della sicurezza per lo stato di Oaxaca afferma che, se la carovana continua il suo percorso, non avrá nessuna protezione, dal momento che "non ci sono le cndizioni di sicurezza per arrivare a Copala".
11 am. mentre la Carovana sta arrivando a Juxtlahuaca,  giungono notizie che, nel bosco lungo la strada che unisce questa cittá con San Juan Copala, sono appostati uomini armati.
10 am. La Carovana, arrivata nella cittadina di Huajuapan de León (Oaxaca) nelle prime ore della mattinata, si dirige verso Juxatlahuaca, ultima tappa prima di entrare nel territorio indigeno triqui.
Compogono la Carovana: 8 autobus con rappresentanti di 43 organizzazioni messicane, e osservatori internazionali.