lunedì 28 giugno 2010

La tempesta che viene dal Sud

La rubrica dalla/sulla Cina di Paolo Do

AAA attore cercasi alle fabbriche Honda della regione del Guangdong, nel sud della Cina, la cosiddetta Manchester del Regno di Mezzo. Il management di questo impianto, sotto pressione per chiudere la contrattazione con i lavoratori che hanno incrociato le braccia reclamando un aumento salariale dell'80%, ha pensato bene di assumere un centinaio di comparse e metterle tutte in fila ad aspettare nell'ufficio reclutamento.
La minaccia di rimpiazzare i lavoratori che si ostinano a scioperare si scontra con la mancanza di forza-lavoro. E i padroni, incapaci di trovare nuovi giovani disposti ad entrare in fabbrica come vorrebbero, non riescono a reclutare altri se non comparse, attori pagati a giornata. La dura contrattazione per l'aumento del salario vede protagonista una nuova generazione di migranti, descritti da alcuni media locali come i nuovi “pionieri” dello sciopero.
“Molti di loro conoscono il diritto del lavoro meglio di noi”, hanno scritto in un recente rapporto alcuni preoccupati manager della camera di commercio europea di Guangzhou, poiché questi lavoratori seguono le lezioni che ogni domenica i centri locali per il lavoro migrante gli organizzano.
L’autoformazione dei lavoratori nel Guangdong ha inoltre dei nuovi alleati negli universitari cinesi. Molti di coloro che frequentano le università di Pechino sono cresciuti insieme, fianco a fianco nelle campagne, con chi oggi blocca la catena di montaggio. E così gruppi organizzati composti da studenti di scienze politiche e legge si sono formati per fornire un supporto e aiuto agli scioperanti. La provenienza dalla campagna, luogo dove si “esternalizza” il “costo di riproduzione” della forza-lavoro migrante, è un legame che viene messo a valore nei processi di lotta, laddove il massimo della discriminazione e sfruttamento viene ribaltato in strumento di organizzazione politica.
Alla fabbrica Denso (Guangzhou Nansha), lo sciopero ha bloccato la produzione delle iniezioni per auto che forniscono non solo la Honda, ma anche il gruppo Toyota e Wolkswagen. Se lo sciopero continua, altre fabbriche dovranno chiudere per la mancanza di pezzi alla catena di montaggio. Infatti i centinaia di lavoratori che stanno incrociando le braccia lo fanno bloccando i cancelli, impedendo ai Tir, con il rimorchio pieno di consegne, di uscire.
Gli scioperi che si stanno diffondendo, si rivelano anzitutto un attacco al sindacato ufficiale, che fa gli interesse dei padroni piuttosto che dei lavoratori. Anche in imprese private come la Honda, i sindacalisti sono nella busta paga del governo e, come nel caso della Honda di Zhongshan, sono ex dirigenti dell'industria stessa. È contro di loro che, nei picchietti, si sono elette le prime rappresentanze autonome per contrattare l'aumento di salario.
È tutto da vedere quale tipo di spazio si aprirà con queste lotte, laddove una nuova generazione scopre l'urgenza e la possibilità di autonomia, utilizza le merci che produce per organizzarsi, come succede nei comparti dell’elettronica. Qui si usano gli stessi cellulari che si producono per documentare il picchetto, gli scontri e i soprusi del management, mettendoli in rete. È proprio attraverso questo uso della tecnologia che le lotte si socializzano e si diffondono.
La circolazione e la solidarietà delle lotte passa proprio in questo livello molecolare e estensivo. Per ora basta dire che stiamo assistendo ad un vero e proprio effetto onda: sono sempre più coloro che tentano, in questo momento, di scioperare per un miglior salario e migliori condizioni di lavoro. Questo effetto coinvolge tanto le industrie private che pubbliche, connette settori produttivi tra loro eterogenei come la manifattura ed i servizi: in questi giorni, in alcune città, hanno scioperato anche gli autisti di bus e gli operatori ecologici, proprio per chiedere più soldi.
Senza paura alcuna, una nuova generazione di poco più che ventenni discute, nei forum su Baidu.cn e QQ, di come proseguire gli scioperi, cogliere l'opportunità del momento e di come fare a vincere. Nei picchetti, nei serrati faccia a faccia con i padroni e contro i sindacati ufficiali, si intravede una nuova formidabile chance per le lotte: è la tempesta che viene dal Sud in cui bisogna addentrarsi. È da qui, dal Guangdong, che nelle prossime settimane cercherò di approfondire l’inchiesta.