venerdì 19 novembre 2010

Haiti - Manifestanti contro caschi blu: un morto

Scontri ad Haiti fra manifestanti e caschi blu dell'Onu: un morto. E' accaduto questa mattina a Cap-Haïtien, la seconda città in ordine di importanza dell'isola caraibica. Le truppe della United Nations Stabilization Mission in Haiti (Minustah) hanno lanciato gas lacrimogeni per disperdere la folla che stava rispondendo con pietre e con blocchi stradali. Le dimostrazioni di piazza sono scoppiate per l'enorme malcontento fra la gente stremata dalle continue emergenze sanitarie e ambientali che sono seguite al devastante terremoto di un anno fa. L'ultima è l'epidemia di colera che sta mietendo numerose vittime. Il conto è salito a novecento morti. Le forze Onu hanno comunque collegato le proteste anche alle imminenti elezioni. Alcuni cittadini hanno accusato i caschi blu del Nepal dell'epidemia e hanno scagliato tutta la loro rabbia contro gli uomini in unifrome. E' la prima volta dopo cento anni che si registra il colera nel paese. Ma le Nazioni Unite continuano ad affermare che non ci sono prove di questo e l'esercito nepalese ha più volte spiegato che nessuno dei suoi uomini è coinvolto.
Comunque sia, oggi centinaia di persone hanno iniziato una sassaiola contro la Minustah, iniziando a dar fuoco a barricate imbrovvisate. E' stata data alle fiamme anche una stazione di polizia. Poi la tragedia. Un ragazzo si è accasciato morto ammazzato. L'Onu parla di legittima difesa. "C'è stato manifestante armato che sparava contro un soldato, per questo ha risposto al fuoco in legittima autodifesa", ha dichiarato il portavoce della Minustaf Vincenzo Pugliese. Ma il corrispondente locale dell'agenzia di stampa Afp parla di un colpo sparato nella schiena del giovane manifestante e precisa che ogni manifestante era armato solo di pietre.La missione della Minustah, task force composta da 11848 militari provenienti da 57 paesi, consiste nel ridare sicurezza e stabilità a un paese da anni fragile sia politicamente che socialmente. E' stata estesa ulteriormente a causa del tragico terremoto del dicembre 2010.
tratto da PeaceReporter