martedì 13 luglio 2010

Diario della Brigata Europea in chiapas - giorno 3 - La Garrucha

Brigata Europea di solidarietà con gli zapatisti


DIARIO DELLA BRIGATA - 3 - Resoconto dalla visita al Caracol de La Garrucha
Lo sguardo  sereno di Francisco Gomez, lider zapatista morto durante la rivolta indigena del 1994, segue dall'affresco l'arrivo della brigata solidale europea al Caracol de La Garrucha. Ci ricevono le autorità della Junta, in procinto di sostituzione. Da adesso una nuova Junta occuperà il loro posto. Il loro gesto amabile e ospitale non nasconde la loro rabbia per i continui attacchi da parte del governo. "Nel territorio del Caracol ci sono continuamente dei conflitti. Il mal governo non cerca altro che di farla finita con il progetto di costruzione dell'autonomia indigena. Offre denaro per dividere le comunità e soprattutto consegna denaro alla gente dei partiti, all'organizzazione paramilitare OPDDIC, perchè provochino le basi d'appoggio zapatiste"

Affermano che l'Organizacion para la Defensa de los Derechos Indigenas y Campesinos (OPDDIC) è una creazione dell'ex governatore Albores Guillen. Durante il suo mandato la repressione e la violenza militare raggiunsero il loro apice in Chiapas. Con assoluta fluidità, spiega una delle autorità che "il mal governo consegna un po di aiuti (denaro) a donne , bambini e vecchi. Regala tetti di lamiera, cemento e legna. Ora sì, che il mal governo fa credere che si è fatto buono; che i contadini devono stare con esso. Però non sono altro che elemosine. Vuole comprare la dignità delle basi d'appoggio. Però gli zapatisti conoscono bene le sue intenzioni, conoscono bene la sua strategia. Adesso dà soldi a questi dei partiti perchè provochino, con la violenza, le basi d'appoggio. In realtà vuole solamente rubarsi le terre che gli zapatisti recuperarono nel 1994. Dà soldi per distruggere la nostra organizzazione, e siccome non può comprare gli zapatisti, appoggia i paramilitari per il lavoro sporco. Manda i suoi eserciti ad attaccare i Municipi Autonomi."
Denunciano che l'esercito è tornato a realizzare pattugliamenti intimidatori di giorno e di notte. Pattugliano con camion e blindati. I loro elicotteri realizzano voli radenti sopra le comunità, mettendo paura tra le gente. Queste operazioni sono aumentate negli ultimi 15 giorni. Nello stesso tempo, il governo organizza le azioni dei paramilitari per provocare le basi d'appoggio.
Raccontano le autorità autonome che si è creata molta tensione nelle comunità di Peña Limonar y Amaitik, municipio autónomo “Flores Magón”. Lì, paramilitari del MIRA (Movimiento Indigena Revolucionario Antizapatista) assassinarono nel 2002 due autorità autonome, un agente del villaggio e un vocal del municipio autonomo. La comunità soffrì molto. Passato del tempo, la Junta promosse un dialogo di riconciliazione con i priisti di queste comunità. I loro leader, lo respinsero, e il Consejo Municipal Autonomo privò della loro terra, secondo quanto prevede il diritto ejidal, ai 9 priisti coinvolti. Sette anni più tardi questi paramilitari tornarono a Amaitik per reclamare le loro antiche terre, sostenuti da documenti che ha dato loro il mal governo. Il Consejo provò di nuovo a dialogare, ma questi rifiutarono nonostante la proposta di incaricare un centro per i diritti umani del ruolo di mediatore. La Junta de Buen Gobierno propose loro un accordo di cessione di 70 ettari , ma rifiutarono di nuovo. Questo 16 di luglio avrebbero dovuto venire a dialogare con la Junta questi priisti, ma non lo hanno fatto. Gli zapatisti sono coscienti che questi stanno solamente cercando di provocare, così che intervenga il mal governo e la pubblica sicurezza. La presa della scuola autonoma da parte dei questi priisti conferma i sospetti della Junta.
Questo tipo di provocazioni, camuffate dal governo sotto il nome di "conflitti intracomunitari" continuano costantemente per mantenere alto il livello di guerra di bassa intensità.
Nella comunità Arroyo Granizo si è sempre gestito l'allevamento in maniera collettiva. Con l'arrivo dell'esercito in questa zona, in cui si è dispiegato in maniera massiva, i priisti abbandonarono il lavoro collettivo che è portato avanti dagli zapatisti. Dopo lo sviluppo del paramilitarismo i priisti hanno un atteggiamento più aggressivo. Fortemente armati, cercano di danneggiare l'allevamento delle basi d'appoggio. Il Consejo del municipio cerca di frenare un eventuale risposta violenta da parte dei contadini che risultarono espropriati. Anche qui stanno cercando la mediazione di organizzazioni dei diritti umani, ma i priisti si negano a dialogare. Tre maestri del governo operano come leaders dei paramilitari.
La strategia del governo adotta ruoli differenti per mantenere i suoi piani. Nella zona dei Montes Azules, nel cuore della Selva Lacandona, hanno provocato l'esodo di numerose comunità povere. Con la scusa di una presunta vocazione ambientale, si sta preparando il terreno per una entrata all'interno della Selva dei grandi investitori del settore del gas e del petrolio, per l'industria del turismo di lusso in uno spazio unico e l'appropriazione delle immense risorse biologiche della Selva per brevettarle ed appropriarsi di esse. La minaccia della costruzione di una macro-diga nelle terre della comunità Romulo Calzada hanno messo in allarme la Junta de Buen Gobierno.
Nei Montes Azules il governo è già riuscito ad ingannare i contadini filo-governativi di El Zapotal e Perla de Acapulco. I 250mila pesos con cui furono indennizzati sono finiti in alcool e altre spese. Oggi le famiglie, senza terra nè casa, vivono nella miseria.
Le famiglie basi di appoggio che rifiutarono lo sgombero furono espulse con la forza e molti degli uomini arrestati. Le loro terre sono oggi vigilate da guardi private e nessuno è tornato a riprendersele. Laguna San Pedro, Laguna el Paraiso, e Laguna Suspiro sono adesso sotto minaccia di sgombero e si preparano a resistere.
Le loro forme di resistenza si basano nel rafforzamento della autonomia. Ogni giorno stanno costruendo il loro proprio mondo: educazione, salute, giustizia, comunicazione, coltivazione della terra secondo le necessità e la loro cultura.
Riguardo alla educazione raccontano che non accettano l'educazione ufficiale perchè non riconosce le loro richieste come popoli indigeni. Nelle scuole del malgoverno non insegnano la lingua indigena e la cultura dei popoli. Il malgoverno manda maestri alle scuole ufficiali solo per due o tre giorni e poi li abbandona, senza preoccuparsi dei bambini che restano senza lezioni. Inoltre, esige che portino un'uniforme.
Per questo hanno costruito le loro scuole, fino ad oggi, a livello elementare. Ogni comunità ha il proprio promotore che lavora volontariamente e gli altri compagni gli forniscono l'alimentazione (fagioli, riso etc..). I bambini apprendono nella loro lingua e acquisiscono conoscenze della propria cultura. Possono assistere, se lo vogliono, con i propri abiti tradizionali. Imparano le conoscenze sulla vita e la protezione della natura. Insegnano loro a non inquinare l'ambiente e a proteggere i boschi, senza i quali non c'è la vita. I racconti delle persone anziane ricoprono un ruolo importante nell'educazione. Ci sono anche bambini delle comunità non zapatiste che accorrono alle scuole autonome.
"A vivere in resistenza abbiamo grosse carenze di materiale scolastico, però questo non ci impedisce di organizzare il nostro sistema educativo" ci dicono. Il loro obbiettivo è di mettere in funzione, il prima possibile, un livello di insegnamento secondario, per far imparare maggiormente i bambini così che contribuiscano allo sviluppo dell'autonomia zapatista.
Riguardo all'organizzazione della salute raccontano che è distribuita in tre aree: generale, riproduttiva e medicina tradizionale (medicine con le erbe, parteras, hueseros). I compagni formano i promotori sia nella medicina generale sia in quella tradizionale, dando importanza agli aspetti legati alla prevenzione.
Le donne giocano un ruolo importante sia nella salute, come nella Junta come nell'educazione. Hanno dato un grande contributo nella costruzione dell'autonomia. Hanno le loro riunioni, cooperative e negozi.
Una delle particolarità di questo Caracol è la Clinica della donna "Comandanta Ramona" che fu inaugurata l'8marzo del 2008. Durante la visita della clinica le 5 promotrici ci hanno spiegato come gestiscono il lavoro della salute riproduttiva. È una clinica speciale per le donne che risolve problemi di parto, di infezioni e malattie a trasmissione sessuale. Le donne devono pagare solamente le medicine e non la visita. Se il parto è normale viene assistito nella comunità (in ogni comunità ci sono parteras tradizionali), però se ci sono complicazioni raggiungono la clinica. "Ci stiamo formando sul lavoro delle parteras tradizionali. Prima non sapevamo niente. Adesso, sappiamo sui parti, aborti, ed aiutiamo le donne", raccontano le promotrici.
Il loro obbiettivo è avere promotrici di salute in ogni comunità, perchè ci sono comunità molto isolate da cui le donne non possono partire nel caso di urgenze. Nonostante il poco tempo da cui è in funzione la clinica si sono ottenuti molti successi rispetto alla prevenzione e alla pianificazione familiare. Vanno a far chiacchierate con le donne delle comunità sulla pianificazione familiare e le informano sui differenti metodi anticoncezionali, alle sposate e alle giovani (pillola, preservativo maschile e femminile, dispositivo intrauterino). Non è un compito facile. Agli uomini non piace che si parli di questi temi, però "il nostro diritto di donne adesso lo conosciamo, mentre prima no".
La clinica dispone di apparecchiature ad ultrasuoni, ma ancora non sono utilizzate, perchè ancora non le sanno usare. Inoltre c'è un erbolario (laboratorio per la produzione di medicine con le erbe). Riguardo alle necessità che hanno, menzionano la mancanza di medicine, attrezzature e materiale.
Nel Caracol funziona anche la clinica municipale de La Buena Esperanza che dispone di una farmacia, ambulatorio dentistico e di analisi cliniche (urina, BH, immunologia, sangue). In questa clinica, oltre ai 57 promotori (che si scambiano nelle differenti cliniche), c'è un medico che ruota nelle 4 cliniche municipali. Come prima, le necessità mensionate sono la mancanza di medicine e di formazione.
Un elemento fondamentale dell'autonomia zapatista è la terra e il territorio. In ogni municipio si informa sulla coltivazione della terra, perchè è importante non inquinarla e proteggerla. Fanno riunioni ed assemblee municipali su questo tema. Ad esse partecipa un compagno incaricato di questo compito che fa parte della Comision Agraria. Quando finisce le riunioni torna alla sua comunità e trasmette a tutti, uomini donne e bambini (dai 14 anni partecipano alle riunioni) tutta la informazione sulla coltivazione della terra. Così prendono coscienza della protezione della natura.
Riguardo alla giustizia, ogni volta che si presenta un conflitto cercano di trovare l'accordo tra le due parti. I problemi, inizialmente vengono trattati nella comunità. Gli agentes autonomi si incaricano di investigare la causa del conflitto e chiamano le due parti in causa. Nel caso in cui non si trovi una soluzione, il problema passa di competenza, prima al livello municipale, e poi alla Junta e infine all'Asamblea Maxima (in cui partecipano i 4 municipi). La maggioranza dei conflitti sono per la terra recuperata e li risolvono i compagni della Comision Agraria sul luogo in questione. Nel caso in cui non si raggiunga un accordo, i compagni utilizzano la via della denuncia. In generale, la giustizia che applicano non si basa nelle punizioni.
In questo Caracol sono in funzione 2 radio comunitarie. I loro programmi si ascoltano in comunità sia zapatiste che non zapatiste per far conoscere le menzogne e le manipolazioni ideologiche del malgoverno.
autore: equipo coordinacion-brigada
tradotto da Europa Zapatista