venerdì 2 luglio 2010

Verso Cancun Cop 16- Dove sono i Maya?

A fine novembre 2010 a Cancun si svolgerà il COP 16. 
Ma che cos'è la zona di Cancun?
Una delle zone turistiche più sfruttate del Messico. Dove le condizioni di vita e di lavoro dietro agli scintillanti quartieri alberghieri della Riviera Maya, sono di puro sfruttamento.
Nel febbraio 2010 un equipe della Escuela de Periodismo Auténtico de Narco News ha realizzato un documentario nel quale parlano popoli indigeni originari della penisola dello Yucatn e raccontano l'attuale situazione.
Nel documentario si da voce ai rappresentanti della Colonia Maracuya a Cancun, che si sono organizzati per denunciare le condizioni di sfruttamento. E ' una colonia nata 5 anni fa in cui oggi vivono più di 200 famiglie, senza servizi. Le famiglie hanno comprato questi prezzi di terra da “presunti” proprietari della zona, infatti in seguito si è tentato di sgomberarli. Finora le famiglie hanno resistito.

Il documentario parla della resistenza avvenuta nel 1847 della popolazione Maya dello Yucatan alla avanzata del nascente stato messicano. Da allora la maggioranza degli indigeni hanno lasciato la Costa per andare in Chiapas, in Belize e in Tabasco. La penisola resta spopolata e il Governo centralista messicano inizia a trasformare la zona in turistica.
Iniziano ad arrivare investimenti soprattutto americani e spagnoli per costruire, come succederà negli ultimi decenni, impianti turistici sempre più invasivi.
Le testimoninaze del documentario raccontano i livelli di sfruttamento quotidiani e le difficoltà di chi arriva anche da altri stati per cercare lavoro, in particolare dal Chiapas e cioè quegli stessi discendenti dei Maya che arrivano dallo Yucatan.
Una sorte di moderna schiavitù: la gente vive in baracche da cui esce solo per andare a lavorare, l'assunzione è super-precaria e contrattata ogni settimana, quando uno viene assunto in contemporanea firma in bianco la lettera di licenziamento.
Nella Colonia Maracuya gli abitanti si sono organizzati per difendere la terra in cui vivono. Hanno organizzato la scuola, un campo da calcio
A cura Associazione Ya Basta Italia