giovedì 8 luglio 2010

Australia - Vittoria dei capitalisti minerari

Il 24 giugno 2010 sarà ricordato come un giorno storico nella vita politica Australiana per l’ascensione, per la prima volta, di una donna alla carica di Primo Ministro d’Australia.

Julia Gillard, che era già il vice primo ministro, ha sostituito Kevin Rudd come leader del partito laborista Australiano (ALP) in una manovra interna del partito dovuta alle tensioni politiche che s’erano manifestate nei mesi precedenti.

Kevin Rudd è rimasto vittima di una feroce campagna anti governativa dal gruppo più forte della classe capitalista Australiana - le multinazionali minerarie.

Kevin Rudd, come leader del ALP, era riuscito, alla fine del 2007, a sconfiggere il partito Liberale, capeggiato da John Howard, il quale governava dal lontano 1996. Rudd vinse le elezioni in un modo   travolgente, con un indice di popolarità tra i più alti mai registrati.

Il ALP vinse adottando una campagna elettorale a stile Americano, concentrata sulla personalità più che su il programma politico. Per molti, Kevin Rudd rappresentava un’alternatica "sicura", proiettando una politica di stabilità e continuità.


I primi 12 mesi del nuovo governo laborista ha visto grande svolte su temi come riconoscere tanti dei torti che gli Aborigeni Australiani hanno subito nel secolo precedente, riconoscere l’urgenza del problema dei cambiamenti climatici, con qualche riforma minore in più sulle questioni dei rifugiati e le relazioni industriali.
Alla fine però, tanti di questi impulsi riformatrici si sono mostrati piu parole che fatti, con il caso esemplare delle riforme su come affrontare le cause della crisi ecologica che sono svanite nel nulla.

Qualche mese fa il governo laborista aveva annunciato di voler introdurre una nuova tassa su i super profitti delle compagnie minerarie. La tassa proposta era solo sullo strato più alto dei profitti. In cambio, il governo concedeva una riduzione di tasse per tante altre compagnie, ed altre agevolazioni finanziarie. Nonostante la parzialità di questa proposta, la reazione delle grandi compagnie minerarie , come BHP, Rio Tinto e Fortescue Metals, è stata rabbiosa. Quasi immediatamente le compagnie hanno scatenato una campagna a tutto campo contro il governo accusandolo di voler rovinare l’economia nazionale. Alcune delle dichiarazioni più "dure", accusavano il governo persino di essere comunista.....

Il governo, non avendo una risposta politica a questa retorica, si è ritrovato velocemente spiazzato. Visto che il governo Laborista era identificato come il governo di Kevin Rudd, i suoi indici di popolarità sono velocemente scesi a minimi storici. Con una elezione Federale imminente, ed il governo assediato, l’ALP ha deciso che era venuto il momento di cambiare rotta.

Così nel giro di 24 ore, Julia Gillard si è ritrovata leader del partito Laborista e Primo Ministro Australiano. Anche se la Julia Gillard è teoricamente della fazione di sinistra del partito, la sua prima settimana al potere ha mostrato come queste etichette non hanno piu’ un vero significato.

Così, la nuova tassa sui profitti minerari è già stata ridotta notevolmente, la Gillard ha riaffermato che l’Australia continuerà a mandare i soldati in Afghanistan, e ha già dato segno che le leggi sui rifugiati verranno rese più severe. Ci si aspetta che la data per le prossime elezioni Federali verrà annunciato entro la fine di questo mese.

Il progetto per costruire una alternativa di classe, a sinistra del partito Laborista continua. Dato le radici profonde del ALP dentro ai sindacati e la società, non è un progetto facile. Nonostante questo, si continua a lottare.