giovedì 8 luglio 2010

Ecuador - La criminalizzazione del movimento indigeno

Durante la scorsa riunione dell'Alba a Otavalo in Ecuador diverse organizzazioni indigene hanno organizzato una protesta sotto la sede dell'incontro per sottolineare come il Governo Correa non porti avanti una politica plurinazionale includente e di diritti collettivi e di difesa della Terra.
La protesta è stata bloccata dalla polizia e ci sono stati degli scontri.
Ora il governo ha intrapreso un azione giudiziaria con l'accusa di terrorismo nei confronti di Delfin Teneseca, e di altri dirigenti che hanno preso parte alle manifestazioni.
Le mobilitazioni indigene poche settimane fa avevano contestato la Legge dell'acqua, proposta dal governo, ottenendo il blocco della Legge.
I dirigenti indigeni hanno sottolineato la gravità delle accuse nei loro confronti denunciando la scelta persecutoria del Governo Correa.
Sono più di 42 i dirigenti indigeni che hanno accusate pesanti.
La situazione generale dell'Ecuador viene ben spiegata dalla CONAIE, quando racconta come la criminalizzazione degli indigeni sia un tentativo di impedire la partecipazione sociale nelle decisioni generali.







* In altre interviste i dirigenti indigeni ribadiscono la difesa dei diritti collettivi dei popoli indigeni, la lotta contro la politica estrattiva come devastazione della terra e soprattutto la pratica di criminalizzazione delle lotte che ha come scopo l'intimidazione della popolazione.
Vedi intervista a Delfín Tenesaca
Il dibattito in Ecuador si sta allargando proprio su questo tema: la criminalizzazione dei settori indigeni come poltica persecutoria che lede le libertà di tutti gli ecuadoregni.
Pochi giorni fa era stata infatti colpita dalla polizia anche la protesta degli studenti contro la nuova riforma universitari.
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