venerdì 16 luglio 2010

Rapporto del CPT sulla condizione di Ocalan

Il Comitato europeo per la prevenzione della tortura (CPT) ha diffuso un rapporto sulla condizione detentiva di Abddullah Ocalan con la replica del governo turco. Secondo il rapporto le condizioni stanno migliorando e comunque saranno monitorate da rapporti mensili.
Di seguito i rilievi del CPT e la replica del Segretario di Stato turco.
Il CPT chiede perché ad Ocalan sia impedito il contatto con gli altri detenuti nel corso degli esercizi all’aria aperta. Lo Stato turco replica che ciò accade perché Ocalan è stato sottoposto ha punizione disciplinare ed è per questo perché ha solo due ore per incontrarsi con gli altri e non quattro.
Il CPT richiede anche che ad Ocalan sia consentito l’utilizzo della televisione, nonostante il fatto che ciò sia consentito agli altri detenuti, al momento ad Ocalan è negato il diritto di acquistarne od affittarne una: “Il Comitato vorrebbe avere i commenti delle autorità turche su questa questione. Le autorità turche ripetono che lui potrebbe organizzare una struttura armata, inviare messaggi ai
membri dell’organizzazione o guidare la stessa attraverso la televisione”.
Il CPT chiede alle autorità che, ad ogni prigioniero, sia consentito di ricevere delle visite fisse una volta al mese da parte dei parenti più prossimi (nel caso di Ocalan dal fratello e dalla sorella). Il CPT vorrebbe che ai prigionieri sia reso possibile cumulare le visite non effettuate (ricordando la posizione di Imrali) e che ai prigionieri nuovi arrivati sia garantito il diritto di effettuare due telefonate di dieci minuti al mese.  Il CPT quindi rinnova la richiesta che anche ad Ocalan sia consentito i diritto di
chiamare, nel tempo stabilito, i suoi familiari. Lo Stato turco ha risposto che, essendo sottoposto a punizione disciplinare non può usufruire di questi diritti e che i fratello e la sorella non sono considerati familiari in senso stretto.
Il CPT raccomanda che la fornitura di assistenza medica ai prigionieri di Imrali sia rivista in base ai paragrafi 33 e 34. Debbono essere previste azioni immediate affinché venga aperto una cartella clinica, accessibile solo a personale medico, di ogni detenuto. Lo Stato ribadisce che il 12 maggio 2010 è terminato il periodo di controllo medico del detenuto Ocalan ma che, comunque, ci sono altri controlli medici e altre possibilità di accesso a controlli clinici.
Il CPT, in conclusione, afferma che ci sono alcuni sviluppi ma che è necessario che il governo turco
intraprenda altri passi. Per questo il CPT continuerà a monitorare le condizioni di Ocalan e chiederà al governo di intraprendere i passi richiesti. Il CPT chiede anche che lo Stato si organizzi in modo da
permettere ai prigionieri di inviare lettere all’esterno: “Il CPT continuerà a monitorare assiduamente la condizione di Ocalan (così come quella degli altri prigionieri) e non esiterà a riaprire la procedura summenzionata qualora si evidenzi il fatto che i passi richiesti non vengono messi in atto”.