lunedì 6 dicembre 2010

Miles de soluciones construye el pueblo ante el cambio climatico


Manifestazione dal Campamiento di via Campesina

Campesinos e indigeni, accompagnati dalle delegazioni giunte a Cancun da tutto il mondo, hanno dato vita questa mattina a un rumoroso corteo che ha attraversato le strade della città. 

La manifestazione è partita dal Campamento di Via Campesina – che, nel frattempo, si è riempito di tende dopo l’arrivo di altri pullman -  portando in piazza una composizione plurale nella quale hanno trovato spazio diverse anime dei movimenti contadini e sociali messicani.  Accanto a loro, molte le delegazioni nordamericane e sudamericane.
“Un idea – hanno detto i rappresentanti di Via Campesina – si è fatta strada durante la prima giornata del Foro Global Por la Vida y la Justicia Ambiental y Social: quella di scardinare il mercato del carbone e del programma REDD che i governi pretendono di legittimare al Cop 16”. E’ per questo che i campesinos sono usciti dal Campamento  per portare nelle strade della città i contenuti e le parole d’ ordine del Foro.
 Il corteo ha denunciato la responsabilità del sistema economico e dei governi, che lo sostengono, nel perpetuarsi dei cambiamenti climatici; e, nelle mille voci dei manifestanti, è emersa con chiarezza la convinzione che non sarà all’interno del vertice ufficiale che sarà possibile trovare strade e percorsi per invertire la tendenza e costruire un futuro diverso.
What do you want? System change! When do you want it? Now” è lo slogan che è rimbalzato da Copenhagen a Cancun, tessendo un legame tra le mobilitazioni del 2009 e quelle che stanno attraversando in questi giorni il Messico.
Nel corteo sono confluite le esperienze di lotta comunitaria che si sono confrontate all’interno delle carovane che nelle scorse settimane hanno attraversato tutto il Messico per convergere nella città sede del vertice Cop 16. Giovani con il fazzoletto verde o rosso sul volto, donne anziane con alle spalle decenni di lotte, trabajadores delle industrie elettriche e campesinos uniti nello stesso corteo per dichiarare che è necessario cambiare il sistema, non il clima; e che questo cambiamento è nelle mani dei popoli del globo, non  certo in quelle di 18 mila delegati asserragliati all’interno degli hotel di lusso del quartiere hotelero.
La manifestazione si è chiusa al KM Zero di Cancun dove, nel 2003, un contadino coreano durante le mobilitazioni contro il WTO si è tolto la vita come estremo, drammatico atto per denunciare la condizione di sfruttamento di milioni di donne e uomini. Un modo per ricordare un passato tragico, ma soprattutto per rivendicare un futuro nel quale diritti e sostenibilità siano la quotidianità delle donne e degli uomini che abitano questo pianeta.
A cura Associazione Ya Basta Italia