lunedì 13 dicembre 2010

Da Cancun - Cancunaghen porta il mondo al suicidio


La Parota11 / 12 / 2010
I risultati finali delle negoziazioni sul clima di Cancun riflettono, in sostanza, gli stessi risultati negativi dell’Intesa di Copenaghen di dicembre 2009. Per tanto, minacciano di morte il Protocollo di Kyoto, ma, ancora più importante, minacciano di morte alla umanità visto che – se si concretizzerà quanto accordato – alla fine del secolo il pianeta subirà un incremento della temperatura di circa 5 gradi, che lo renderà un luogo troppo inospitale per la nostra civiltà.

Amigos de la Tierra dell’America Latina e dei Caraibi (ATALC) denuncia e ripudia questo risultato della COP sul Clima, che sarà presentato all’umanità dai grandi interessi economici come la soluzione alla crisi climatica. ATALC sostiene la denuncia della Bolivia che ha giudicato i risultati della COP inadeguati e non rispondono alla realtà climatica del pianeta, ma favoriscono gli interessi delle grandi corporazioni transnazionali, nello stesso tempo non riconoscendo la situazione drammatica dei numerosi paesi in via di sviluppo.
Allo stesso modo riteniamo che il processo di negoziazione non è stato né trasparente né aperto, e si è basato sulle tristi pratiche conosciute come “saloni verdi” (negoziazioni bilaterali tra gruppi di paesi) che eliminano le possibilità di discussione di tutte le parti insieme. ATALC rivendica l’Accordo dei Popoli di Cochabamba, che continuerà a promuovere perché contiene reali soluzioni al cambiamento climatico.

I documenti presentati alla fine della COP parlano di continuare a negoziare un secondo periodo di impegno all’interno del Protocollo di Kyoto, ma non dicono quando si concluderanno queste negoziazioni e non assicurano che ci sarà questo secondo periodo. Inoltre, lasciano la porta aperta allo smantellamento di Kyoto, unico accordo vincolante sul clima che obbliga i paesi ricchi a ridurre le emissioni.

Riguardo queste riduzioni, i nuovi documenti continuano a inserirsi in un sistema di offerte volontarie, “promesse” da parte di ogni paese, senza fare riferimento a una quantità esatta di riduzioni che tutte le parti devono avere come obiettivo comune. Anche se i testi non stabiliscono tassi di riduzione delle emissioni, assicurano già meccanismi di flessibilità per i paesi ricchi, così che possano mantenere le proprie “promesse”. Tra questi ci sono il mercato del carbonio e il Meccanismo di Sviluppo Pulito (MDL).

Tra gli accordi di lungo periodo, le foreste continuano a essere viste come mere riserve (assorbitori) di carbonio e puntano al commercio delle emissioni. Non si assicurano neanche pieni diritti ai popoli indigeni e alle comunità locali. In materia di finanziamento climatico si crea un fondo verde, ma si invita la Banca Mondiale a giocare un ruolo fondamentale. In riferimento al trasferimento tecnologico, si creano due nuove entità che si occuperanno del tema, però non si sa da dove arriveranno i fondi per il loro finanziamento.

Ricardo Navarro, membro del CESTA – Amigos de la Tierra El Salvador, ha detto: “Solo nel Palazzo della Luna (Moon Palace è il nome dell’hotel dove hanno avuto luogo le negoziazioni di Cancun) uno strumento legale come il Protocollo di Kyoto può finire per beneficare ai paesi ricchi, responsabili storici del cambiamento climatico, anche se non ridurranno le loro emissioni”.  “Quello che si discute sulla Luna non riflette quello che accade sul pianeta Terra”, ha aggiunto Navarro.

Lucia Ortiz, di NAT – Amigos de la Tierra Brasil, ha affermato: “Rifiutiamo un accordo sulle foreste che, più che cercare la loro preservazione, dà loro un valore economico rispetto alla quantità di carbonio che immagazzinano e apre la porta a un maggiore commercio di emissioni per favorire le nazioni potenti più inquinanti”.

Anche Grace García, di COECOCEIBA – Amigos de la Tierra Costa Rica, ha dichiarato: “solo a un gruppo di lunatici può capitare di invitare la Banca Mondiale a gestire i fondi del clima, nonostante i precedenti immensi che tiene di finanziamento dei progetti più sporchi del mondo e che ha messo a rischio la vita dei nostri popoli”.

Per ultimo, Domingo Lechón di Otros Mundos – Amigos de la Tierra Messico, ha sottolineato: “I documenti presentati a Cancun non rispondono sotto nessun aspetto all’urgenza conclamata dalla scienza e provocheranno un aumento della temperatura mondiale di circa cinque gradi. Attualmente, con un aumento che non arriva a un grado, gli impatti del cambiamento climatico sono già gravissimi. Ogni anno muoiono 300.000 persone a causa del cambiamento climatico e dei disastri naturali e sociali che provoca”.

ATALC denuncia che questo risultato non è altro che la ripetizione dell’antidemocratica e assolutamente insufficiente Intesa di Copenaghen. “Abbiamo ottenuto un Cancunaghen che respingiamo”, ha concluso Ricardo Navarro.

Per maggiori informazioni:

Ricardo Navarro
, CESTA – Amigos de la Tierra El Salvador: cesta@cesta-foe.org.sv
Lucia Ortiz, NAT – Amigos de la Tierra Brasil: lucia@natbrasil.org.br
Grace García, COECOCEIBA – Amigos de la Tierra Costa Rica: graciagarcimunoz@gmail.com
Domingo Lechón, Otros Mundos – Amigos de la Tierra México: domingolechon@otrosmundoschiapas.org