lunedì 13 dicembre 2010

Da Cancun - Dichiarazione di Via Campesina

11 / 12 / 2010
Vale più un non accordo che un brutto accordo: le mille soluzioni sono nelle mani dei popoli.
La Vía Campesina — Dichiarazione di Cancún

Foro Global por la Vida, y la Justicia Social y Ambiental 4 al 10 de diciembre de 2010

I membri di Vía Campesina di più di 30 paesi di tutto il mondo abbiamo unito le nostre mille lotte a Cancun per esigere dalla Cop16, giustizia ambientale e rispetto della Madre Tierra, per denunciare gli ambiziosi intenti, principalmente dei governi del Nord, di commercializzare tutti gli elementi essenziali per la vita a favore delle corporazioni trasnazionali e per far conoscere le mille soluzioni per raffreddare il pianeta e frenare la devastazione ambientale che oggi minaccia molto seriamente l'umanità.
Avendo come spazio centrale il Foro Alternativo Global por la Vida, la Justicia Social y Ambiental, abbiamo fatti incontri e riunioni con tutti i nostri alleati e una azione globale che abbiamo chiamato Mille Cancun che si è svolta in tutto il paese e anche dentro la Cop16. Questa azione del 7 dicembre ha avuto come espressione la marcia di .La Vía Campesina accompagnata dagli indigeni Maya della penisola messicana e i nostri mille alleati.

La mobilitazione verso Cancun è iniziata il 28 dicembre con tre carovane partite da San Luis Potosí, Guadalajara e Acapulco, che hanno percorso i territori più simbolici della devastazione ambientale e al tempo stesso delle resistenze e lotte delle comunità colpite. Lo sforzo delle Carovane è stato un lavoro congiunto con la Asamblea Nacional de Afectados Ambientales, il Movimiento de Liberación Nacional, il Sindicato Mexicano de Electricistas e centinaia di comunità e persone che ci hanno aperto la porta. Il 30 novembre siamo arrivati a Città del Messico dove abbiamo svolto un forum e una marcia.
Verso Cancun altre carovane dal Chiapas e da Oaxaca e dal Guatemala si sono ritrovate a Merida per celebrare una cerimonia a Chichen Itza ed arrivare a Cancún il 3 dicembre per installare il nostro Accampamento por la Vida y la Justicia Social y Ambiental.
Perchè siamo arrivati a Cancun?
Gli attuali modelli di consumo, produzione e commercio hanno causato una distruzione dell'ambiente di cui i popoli indigeni, i contadini sono le principali vittime. Per ciò la nostra mobilitazione è per dire ai popoli del mondo che abbiamo bisogno di un cambiamento del paradigma di sviluppo economico.
Bisogna andare oltre il pensiero antropocentrico. Bisogna ricostruire una cosmovisione dei nostri popoli, che si basi su un pensiero olistico di relazione con il cosmo, la madre terra, l'aria e l'acqua e tutti gli esseri viventi. L'essere umano non è padrone della natura, ma è parte di tutto quello che ha vita.
Di fronte a questa necessità di ricostruire il sistema, il clima, la madre terra, denunciamo:
che i governi continuano indifferenti di fronte al riscaldamento globale del pianeta  invece di discutere dei cambiamenti di politiche per raffreddarlo, dibattono sugli affari finanziari, speculativi, l'economia verde e la privatizzazione dei beni comuni.
  • Le false soluzioni che il sistema capitalista neoliberale implementa con l'iniziativa REDD + e meccanismi di sviluppo pulito, la geoingegneria, rappresentano la commercializzazione dei beni comuni, l'acquisto dei permessi per inquinare o i crediti di carbonio, con la promessa di non tagliare boschi e piante nel Sud.
  • L'imposizione dell'agrobusiness attraverso l'implementazione dei prodotti transgenici e l'accaparammento di terre che attentano alla sovranità alimentare.
  • L'energia nucleare che è pericolosa e non è certo una soluzione.
  • La Banca Mondiale e il FMI e la OMC che facilitano l'intervento delle grandi transnazionali nei nostri paesi.
  • L'impatto che hanno i trattati di libero commercio con i paesi del Nord e l'Europa che aprono la strada alle transnazionali e alla conquista dei nostri beni comuni.
  • L'esclusione dei contadini e popoli indigeni dalla discussione dei temi trascendenti per la vita dell'umanità e della madre terra.
  • L'espulsione dei compagni dallo spazio ufficiale della COP per le loro posizioni.
Non siamo d'accordo con l'idea di "mitigare”o di “adattarci” al cambiamento climatico. Ci vuole giustizia sociale, ecologica e climatica per questo esigiamo:
  • di riprendere gli accordi di Cochabamba per ridurre le emissioni e arrivare alla giustizia sociale e ambientale
  • la sovranità alimentare basata su un agricoltura sostenibile e agroecologica dato che la crisi alimentare e la crisi climatica sono lo stesse, conseguenze del sistema capitalista.
  • È necessario cambiare stili di vita e le relazioni distruttive dell'ambiente. Bisogna ricostruire la cosmovisione dei nostri popoli originari
La Vía Campesina come articolazione che rappresenta milioni di famiglie contadine che sono preoccupate dalla recuperazione dell'equilibrio climatico fa appello a:
  • Assumere la responsabilità cambiando gli schemi di sviluppo e facendo sparire le transnazionali.
  • Riconosciamo il Governo della Bolivia, Tuvalu e alcuni altri che hanno avuto la forza di resistere e facciamo un appello perchè altri governi si associno.
  • Vogliamo accordi obbligatori perchè chi inquina debba rendere conto di quello che fa, così come i gas vanno ridotti dove vengono generati. Chi inquina deve smettere.
  • Allertiamo tutti su quello che sta succedendo al pianeta perchè stiamo definendo il futuro.
  • Chiamiamo all'azione le organizzazioni urbane e contadine per unirci in una grande lotta per salvare la madre terra, come casa di tutti contro il grande capitale. E' questa la nostra responsabilità storica.
  • Vogliamo che le politiche di protezione della biodiversità, della sovranità alimentare, della gestione dell'acqua si basino nella sperimentazione e partecipazione piena delle comunità.
  • Facciamo appello a una consulta mondiale dei popoli per decidere le politiche e azioni globali per fermare la crisi climatica.
¡Hoy!, Ahora mismo  llamamos a la humanidad para actuar inmediatamente por la reconstitución de la vida de toda la madre naturaleza, recurriendo a la  aplicación del  “cosmovivir”.
Por eso, desde las  cuatro esquinas del planeta nos levantamos para decir: 
 ¡No más daño a nuestra Madre Tierra! ¡No más destrucción al planeta!. ¡No más desalojos de nuestros territorios! ¡No más muerte a los hijos e hijas de la Madre Tierra! ¡No más criminalización de nuestras luchas!
No al entendimiento de Copenhague.  Si a los principios de Cochabamba.
 ¡Redd NO! ¡Cochabamba SI!
¡LA TIERRA NO SE VENDE, SE RECUPERA Y SE DEFIENDE!
GLOBALICEMOS LA LUCHA, GLOBALICEMOS LA ESPERANZA

Delegación de la Vía Campesina a Cancún, 9 de diciembre de 2010.
No dejen de visitar nuestra página oficial: 
www.cloc-viacampesina.net
 ó www.viacampesina.org