domenica 3 ottobre 2010

Ecuador - Video- interviste dopo il tentativo di "golpe"

Il commento di Alejandro Sarez e Boris Siebert
E' tornata la calma dopo i fatti dei giorni scorsi: il tentativo di colpo di stato per far cadere il Governo Correa.
Nessuno formalmente nell'area dell'opposizione si è assunto la responsabilità di quanto è avvenuto:
L'accaduto non può certo essere ridotto alla "semplice" protesta di parte della polizia per i cambiamenti connessi alla legge sul loro "status".
Per comprendere meglio la situazione in Ecuador abbiamo videointervistato Alejandro Suarez del Colectivo Surgente e Boris Siebert della Redazione Indymedia Ecuador.
Con loro approfondiamo la situazione nel paese e le tensioni che sottendono ai fatti di questi ultimi giorni.

INTERVISTA A DAVID SUAREZ - COLECTIVO SURGENTE - QUITO.
"Dietro i fatti accaduti si coglie un piano ed un tentativo costruito nei mesi scorsi per attaccare il Governo di Correa".
"L'opposizione ha cercato e sperato che altri settori si aggiungessero alla protesta della polizia. Cosa che non è avvenuta.
Per quanto riguarda la polizia, in maggioranza, ha partecipato al "golpe" anche sulla base della nuova legge che riguarda in particolare i lavoratori della polizia. E' notorio tra l'altro che la polizia in Ecuador è un apparato che ha sempre agito anche a livello internazionale in forma "autonoma".
L'esercito si è mosso in un primo momento controllando, ad esempio, l'aereoporto, quasi in attesa di vedere che piega prendeva il "golpe"; verso sera si è schierato con Correa.
Dobbiamo contestualizzare l'attualità del continente. Il cambio del Governo in Cile ha creato il fatto che nell'area solo Ecuador e Venezuela hanno una chiara azione internazionale multipolare e non filo-americana.
Per quanto riguarda la situazione interna va detto che nell'ultimo periodo erano state molte le occasioni di scontro e frizione tra il Governo Correa e il movimento indigeno e parti del mondo del lavoro. Probabilmente si è sperato che questa situazione potesse creare un sostegno al "colpo di stato". Invece le organizzazioni indigene, in particolare, pur criticando profondamente l'operato del Governo, hanno mantenuto un atteggiamento distante dal "golpe".
Chi ha sostenuto il governo ed è sceso in piazza sono stati settori urbani in particolare a Quito.
Adesso si tratterà di capire cosa succederà e se il Governo preferirà continuare con la sua politica o aprire un confronto reale con le richieste sociali."
"Adesso si capiranno gli scenari futuri, che riguardano sia cosa farà Correa, sia il ruolo che vorrano avere nel paese i movimeni sociali."
INTERVISTA A BORIS SIEBERT - REDAZIONE INDYMEDIA - ECUADOR
La situazione è molto più tranqiulla ora.
La giornata era iniziata con la protesta aggressiva della polizia. Nell'arco della giornata si è capito che in parte tutto questo era un "pretesto" con ben altri scopi. E' difficile capire chiaramente chi stava dietro all'accaduto. Correa ha accusato i fratelli Gutierezz e forze esterne al paese.
C'è stato anche il tentativo di controllare i mezzi di comunicazione.
Ancora non si capisce bene i legami tra le forze della polizia e parti dell'esercito e della marina.
Noi abbiamo seguito in diretta la mobilitazione intorno all'ospedale in cui è stato "sequestrato" Correa e abbiamo documentato lo scontro avvenuto per "liberare" il Presidente.
Tensioni ci sono state anche nel resto del paese con atti di saccheggio.
Ancora vige lo stato d'emergenza. Immaginiamo che ora inizieranno le indagini per capire bene cosa doveva succedere.
Io penso che Correa sta uscendo rafforzato da questa situazione. La Conaie nonostante la dura critica all'operato del Governo Correa, ha emesso un comunicato contro l'accaduto.
Quello che è accaduto ieri non può essere paragonato ai precedenti momenti in cui i Presidenti sono stati allontanati dal paese.