lunedì 31 maggio 2010

19 i morti nell'attacco israeliano alla Freedom Flotilla

Appuntamento alle 17 in Piazza Plebiscito a Napoli
Attacco nella notte di commandos israeliani alla Freedom Flotilla, che si stava dirigendo a Gaza per portare aiuti e rompere l'assedio.
Nell'attacco ci sono stati 16 morti, ma pare che il bilancio drammatico sia destinato ad aumentare.
La nave attaccata è la Mavi Marmara, nave turca che fa parte della Freedom Flotilla.
La Freedom Flottila è composta da 9 navi con a bordo circa 700 persone provenienti da 40 paesi con aiuti per la popolazione di Gaza, stretta nell'assedio.
Il giornalista di Al Jazeera a bordo della nave ha raccontato che la nave è stata attaccata nelle acque internazionali.
Gli isrealiani sono saliti a bordo ed hanno sparato sui civili che facevamo parte dell'equipaggio.
In tutto il mondo ci si sta mobilitando! Appuntamento alle 17 in Piazza Plebiscito a Napoli

LE INIZIATIVE
Napoli - ore 17.00 Piazza Plebiscito alla Prefettura
Padova - Associazione Ya Basta propone a tutti dalle 17.30 di trovarsi davanti alla Prefettura Piazza Antenore
Roma - ore 17.00 Piazza San Marco

Genova - ore 18.00 davanti alla Prefettura in Largo Lanfranco
Vicenza - Il Presidio No Dal Molin invita tutti alle 18.30 Prefettura Contra Gazzolle
Venezia - ore 17.30 Ponte di Rialto
Treviso - ore 18.00 davanti alla Prefettura in piazza dei Signori
Pesaro - ore 18.30 davanti al Comune
Bologna - ore 17.00 Piazza Nettuno
Segui gli aggiornamenti in Witnessgaza
Segui le notizie in Free Gaza Movement
Vedi la cronaca su Al Jazeera

giovedì 27 maggio 2010

Vandana Shiva "la privatizzazione dell'acqua è la ricetta per creare la sete"

Vandana Shiva, fisica quantistica ed economista, è la teorica più nota di quella che è considerata una nuova scienza: l'ecologia sociale; dirige il Centro per la Scienza, Tecnologia e Politica delle Risorse Naturali di Dehra Dun in India; attivista ed ambientalista, presiede insieme a Ralph Nader e Jeremy Rifkin, l'International forum of globalization; Vice Presidente internazionale di Slow Food, nel 1993 ha ricevuto il Right Livelihood Award, il Nobel alternativo per la pace; è attualmente in Italia per partecipare alla 7° mostra-convegno internazionale delle buone pratiche di sostenibilità Terra Futura

La Freedom Flotilla verso le coste cipriote, prima della partenza di domani per Gaza


Questa mattina (27 maggio), le navi europee della Flotta contro l'embargo israeliano a Gaza partono da Rodi, dirette verso le coste cipriote. Da lì, nelle prossime 24 ore, la Flotta muoverà alla volta della Striscia di Gaza assediata.

La Campagna Europea contro l'embargo a Gaza - una delle sigle che compongono la coalizione della Freedom Flotilla - riferisce che con la partenza delle navi europee, una delle quali è stata denominata "Ottomila" in onore dei prigionieri palestinesi nelle carceri israeliane, e quella delle tre navi che si trovano nel porto di Antalya, nella serata di oggi, comincerà l'ultimo passo prima di quello finale, che vedrà l'intera Flotta dirigersi verso la Striscia di Gaza assediata.

mercoledì 26 maggio 2010

Bolivia, Morales propone di boicottare il vertice sul clima di Cancùn

Secondo il presidente boliviano sarà un fallimento, vista la mancanza di una strategia internazionale condivisa

Di ritorno da un viaggio in Europa che è durato otto giorni, il presidente boliviano Evo Morales ha proposto di sospendere la conferenza sul cambiamento climatico delle Nazioni Unite, prevista a Cancún il prossimo dicembre. Secondo Morales, la riunione messicana è destinata al fallimento come il precedente vertice di Copenhagen perché vi sono troppi disaccordi a livello internazionale sulle politiche ambientali.

Disastro del Golfo: la terza coppa

La catastrofe del Golfo e’ destinata a venire ricordata come anno zero dell’era della crisi ambientale – un evento di inquinamento provocato dalla monomania petrolifera su cui si basa la strategia energetica globale. La dimensione  “biblica” dell’evento e’ stata subito evocata su internet da postatatori della Bible Belt che hanno citato l’Apocalise (16:3):   Poi il secondo angelo versò la sua coppa nel mare; ed esso divenne sangue come di morto; ed ogni essere vivente che si trovava nel mare morì. Non c’e’ bisogno invece di esser integralisti, mistici o avventisti per capire che la catastrofe e’ il risultato lineare – oltre che dell’assuefazione occidentale al consumo di idrocarburi -  anche di un macrosistema economico e delle politiche che lo hanno abilitato – come risulta dalle rivelazioni quotidiane di connivenze fra industria del petrolio e le agenzie federali preposte alla sua regolazione (un regalo per tutti noi da Dick Cheney  e i suoi amici alla Haliburton).

La Democratura in Honduras

"Vogliono spaventarci, screditarci e dividerci.
Non ci riusciranno" 
   Il perché delle minacce di morte contro Carlos H. Reyes 

Non cessa la repressione in Honduras. Nella mira delle forze repressive dello Stato e dei gruppi paramilitari ci sono i membri di tutti quei movimenti ed organizzazioni sindacali, popolari e sociali che conformano il Fronte Nazionale di Resistenza Popolare (FNRP). Un grido di allarme sorge dalle viscere dell’Honduras: "Non abbandonateci”. 
  
Secondo i dati raccolti dal Comitato dei Familiari dei Detenuti Scomparsi in Honduras (COFADEH), negli ultimi due mesi 8 persone del FNRP sono state assassinate, 25 hanno ricevuto minacce di morte e 26 si sono viste obbligate ad abbandonare il paese per proteggere la propria incolumità. 

Diario dalla nave 8000 verso Gaza




Di Angela Lano
Siamo partiti ieri sera alle 21 (E' partita la nave '8000' della Freedom Flotilla.) , dopo ore, giorni di attesa per "motivi tecnici": la nave cargo "Mediterraneo Libero" doveva essere caricata di materiali destinati alla Striscia di Gaza assediata, e doveva prendere il mare prima di noi, in quanto molto più lenta della nostra barca, la "8000".
A bordo il clima è allegro, collaborativo e internazionale: 56 persone provenienti da decine di Paesi del mondo, in viaggio per solidarietà, impegno professionale, testimonianza e documentazione.
Siamo una trentina di giornalisti, un ex ambasciatore Usa in Iraq, un gruppo transnazionale di Ebrei contro l'Occupazione, due medici, altri attivisti, nonché alcuni responsabili della
European Campaign to end the siege on Gaza, una delle organizzazioni promotrici della missione umanitaria Freedom Flotilla.

Messico - Jyri Jaakkola: il solidale

di Luis Hernandez Navarro

Si è trattato di un fatto inusuale. Lo scorso 5 maggio, durante l'apertura della sessione dell'Eurocamera dedicata al dibattito sull'eurozona, Jerzy Buzek, il suo presidente, ha lamentato l'assassinio in Messico di due attivisti dei diritti umani: Beatriz Cariño e Jyri Antero Jaakkola. "Vogliamo trasmettere le nostre più profonde condoglianze alle famiglie dei deceduti", ha dichiarato Buzek, ed ha aggiunto: "è triste che continuino ad esserci questi attacchi".
La storia è nota. Lo scorso 27 aprile il gruppo Ubisort - legato al Partito Rivoluzionario Istituzionale (PRI) di Oaxaca - ha imboscato una carovana umanitaria che portava generi alimentari e medicine al municipio autonomo di San Juan Copala. Nell'attacco furono assassinati Alberta Cariño e Jyri Jaakkola. Mónica Santiago, che viaggiava con loro, è stata testimone del momento in cui una pallottola ha colpito alla testa Bety Cariño; poi sarebbe caduto l'internazionalista finlandese: "Ho visto quando Jyri, in un atto disperato, ha preso la testa di Bety e quasi immediatamente una pallottola gli ha attraversato la testa.” Jyri ha gridato ai suoi compagni di mettersi in salvo. E' stato trovato con il corpo che faceva scudo a quello di Bety.

martedì 25 maggio 2010

Pianificare l'oppressione - Omar Barghouti in Italia

Al centro degli incontri le ragioni del boicottaggio accademico verso Israele
Omar Barghouti in Italia
Si è appena concluso il tour italiano di Omar Barghouti, ricercatore indipendente, attivista dei diritti umani e tra i membri fondatori della Campagna Palestinese per il Boicottaggio Accademico e Culturale di Israele (Pacbi) e della Campagna per il Boicottaggio, il Disinvestimento e le Sanzioni (Bds) su Israele.
Nell’ambito della tournée di Omar Barghouti in Italia, svoltasi dall'11 al 14 maggio toccando diverse città come Roma, Firenze, Siena, Torino, Milano, Bologna, Ravenna e Rimini, è stato presentato il libro "Pianificare l’oppressione. Le complicità dell’accademia israeliana" (Edizioni Seb, Torino 2010), un testo importante sulle complicità tra l'accademia israeliana e il complesso culturale-industriale-militare di oppressione dei palestinesi.

Oil on Obama


La macchia di petrolio che si sta infine spiaggiando sulle coste della Lousiana minaccia sempre piu’ da vicino anche la Casa Bianca. Si sta cioe’ alzando il tono del coro che critica Obama per la gestione della crisi, da Robert Redford, al notista della MSNBC  Chris Mathews  allo stratega clintoniano  James Carville – ovvero fuoco amico,  di democratici , liberal,  fondamentalmente di obamisti  preoccupati che la marea nera possa gravemente invischiare l’amministrazione del presidente.

Cyber guerra

Il Pentagono attiva il Cyber Command per la guerra informatica. Lo guiderà il direttore della famigerata Nsa e potrà contare su 90mila 'soldati digitali'. Timori per la crescente militarizzazione della rete

Le associazioni americane per i diritti civili e la difesa delle libertà dei cittadini sono seriamente preoccupate per il rischio di militarizzazione delle reti informatiche nazionali.
A far scattare l'allarme è stata la decisione dell'amministrazione Obama di trasformare la famigerata Agenzia per la sicurezza nazionale (Nsa) - il Grande Fratello che spia tutte le attività e comunicazioni elettroniche della popolazione Usa - in un comando militare interforze interamente dedicato alla guerra cibernetica.
Venerdì scorso, il segretario alla Difesa, Robert Gates, ha nominato il direttore della Nsa, generale Keith Alexander, a capo del nascente Cyber Command, che sarà operativo da ottobre a Fort Meade, Maryland (dove ha sede la stessa Nsa) e coordinerà circa 90 mila 'soldati digitali' appartenenti a quattro nuovi comandi cibernetici appena creati in seno alle delle diverse armi (esercito, marina, aeronautica e marines).

Israele, Vanunu da ieri di nuovo in carcere

L'ex tecnico nucleare rivelo' segreti centrale atomica Dimona

 
Mordechai Vanunu da ieri è di nuovo in carcere. L’ex tecnico nucleare, che ha già scontato 18 anni di prigione (dei quali 11 in isolamento) per aver rivelato alla stampa internazionale le produzioni di ordigni atomici nella centrale di Dimona (Neghev), è stato condannato l’11 maggio scorso a tre mesi di detenzione per aver «violato» i termini della sua scarcerazione stabiliti nel 2004.
«Vergognati Israele – ha urlato Vanunu ai giudici – le spie del Mossad e dello Shin Bet (i servizi segreti, ndr) mi riportano in carcere dopo 24 anni in cui ho soltanto detto la verità». «Non sono un animale – ha aggiunto – non posso accettare la violazione della mia libertà di espressione». Vanunu, 55 anni, era stato già arrestato lo scorso dicembre mentre parlava ad una cittadina norvegese.

Arabia Saudita, donne si ribellano alla polizia religiosa

Due di loro non hanno esitato ad usare violenza contro «tutori moralità»

 
 
Aumenta l’insofferenza delle donne saudite nei confronti della polizia religiosa, «muttawa», il braccio esecutivo del potente clero wahabita che garantisce stabilità ai regnanti Saud, alleati di ferro degli Stati Uniti. Di recente sono aumentati gli episodi che vedono per protagoniste donne che si ribellano a norme sociali insopportabili, fondate sulla netta separazione dei sessi e sull’oppressione della popolazione femminile.
Qualche giorno fa ad Hail una donna non ha esitato a sparare in aria per impedire agli agenti della «muttawa» di arrestare l’uomo con il quale si stava intrattenendo. «Ha aperto il fuoco permettendo al suo amico di evitare il fermo immediato e la detenzione», ha riferito sconsolato ai giornalisti Mutlak Nabet, responsabile della famigerata «Commissione per la Promozione della Virtù e la Prevenzione del Vizio».

Madagascar - Esercito contro polizia

L'esercito malgascio ha aperto il fuoco oggi contro una folla di centinaia di persone che protestavano contro il governo. Tra i manifestanti anche un gruppo di militari dissidenti. Due morti e cinque feriti è il bilancio delle vittime. Il capo della gendarmeria parla di tentato golpe.

COOP e Nordiconad interrompono la commercializzazione dei prodotti delle colonie nei territori palestinesi occupati

Un importante risultato della campagna di Boicottaggio Disinvestimento e Sanzioni (BDS) contro l'apartheid israeliano
A seguito della campagna di pressione della coalizione italiana contro la Carmel-Agrexco, due importanti catene italiane di supermercati, COOP e Nordiconad, hanno dichiarato la sospensione della vendita dei prodotti Agrexco, principale esportatore di prodotti agricoli da Israele e dalle colonie israeliane illegali nei Territori Palestinesi Occupati. Nordiconad è il gruppo cooperativo con funzione di centro di acquisto e distribuzione di CONAD che opera in nord Italia. Il direttore di Nordiconad, dott. Covili, ha dichiarato che dalla fine di aprile ogni prodotto riconducibile ad Agrexco non è più nei loro supermercati. COOP Italia nella persona del Dott. Zucchi, direttore qualità di COOP Italia, ha invece affermato che esiste un problema di tracciabilità commerciale, ovvero che il consumatore non è in grado di verificare se il prodotto in questione provenga o meno dai territori occupati.

venerdì 21 maggio 2010

Apocalypse Live!

Da ieri è online “Spill Cam” il feed in diretta da 1500 metri sotto il mare del disastro BP. Uno streaming con cui visionare in diretta il peggior cataclisma ambientale della storia provocato dall’uomo. Le immagini che giungono in diretta dal fondo del Golfo del Messico sono state diffuse in seguito alla richiesta di Edward Markey, presidente della commissione del congresso sul cambiamento del clima che ha intimato alla BP di renderle pubbliche. Come è stato chiaro sin dall’inizio la società (con la collusione di agenzie governative come la guardia costiera e la MMS – Minerals Managemet Service) ha gestito il disastro come un  operazione di pubbliche relazioni, approffittando del fatto che la quasi totalità del petrolio versato si trovi nascosto dai flutti oleosi come un mastodontico e viscido iceberg.

Crisi, i militari non stringono la cinghia

La Nato raccomanda agli alleati europei di aumentare le spese per la difesa. Il caso greco
di Enrico Piovesana
La crisi del debito pubblico strangola le nostre economie, costringendo tutti i governi a imporre drastici tagli alla spesa pubblica. Stipendi e pensioni, sanità e istruzione: la parola d'ordine dell'Unione europea e del Fondo monetario internazionale è 'risparmiare su tutto'. O quasi tutto. C'è infatti una voce di spesa che sembra immune alle nuove misure di austerity: quelle militari. Su queste, anzi, i governi vengono addirittura sollecitati a investire di più, nonostante la crisi.
Un perentorio invito in questo senso è arrivato nei giorni scorso dai vertici della Nato.

Messico - Ucciso il principale leader della comunità di San Juan Copala

  Dopo l'assassinio di Bety Cariño e Jyry Jakkola avvenuto a fine aprile un nuovo assassinio
di seguito il comunicato del Municipio Autonomo di San Juan Copala


A LOS MEDIOS DE COMUNICACIÓN,
ESTATALES, NACIONALES E INTERNACIONALES
A LA OTRA CAMPAÑA
A LAS ORGANIZACIONES DE DERECHOS HUMANOS,
NACIONALES E INTERNACIONALES
AL PUEBLO DE MÉXICO.
El Municipio Autónomo de San Juan Copala denunciamos enérgicamente El ASESINATO del principal líder de este municipio, el compañero Timoteo Alejandro Ramírez (de 44 años de edad) y su esposa Cleriberta Castro (de 35 años de edad).

giovedì 20 maggio 2010

ANP arresta leader islamico, Hamas i matrimoni

Le «performance» dei due poteri in Cisgiordania e Gaza

 
Comportandosi come una forza di sicurezza parallela all’esercito di occupazione israeliano, la polizia dell’Autorità nazionale palestinese (Anp) ha arrestato ieri sera a Nablus (Cisgiordania) un leader di Hamas, Mohammed Ghazal. Nessuna motivazione è stata fornita per il fermo. L’Anp nega di detenere oppositori politici ma nelle sue carceri speciali, riferiscono fonti palestinesi, si trovano 300-400 palestinesi simpatizzanti o attivisti del movimento islamico e di altre organizzazioni politiche.
Da parte sua Hamas non manca di far sentire il peso del suo potere sulla società palestinese nella Striscia di Gaza. Dopo aver eseguito qualche giorno fa la condanna a morte di tre criminali comuni condannati per omicidio (nelle settimane passate erano stati fucilati due collaborazionisti di Israele), ieri ha ordinato alla popolazione di interrompere alle 22 locali i festeggiamenti per i matrimoni.

Israele: piani per una nuova guerra su Gaza.




Diversi capi dell'esercito e della polizia  d'Israele si sono recentemente riuniti per discutere i piani di un'eventuale ri-occupazione della Striscia di Gaza, e per assegnare un “governatore militare” nel caso Israele decidesse di posizione nuovamente le truppe nella Striscia. 
L'edizione online del giornale israeliano Maariv ha infatti riferito che l'esercito ha già preparato progetti e tabelle di marcia in vista di una possibile occupazione totale della Striscia, qualora "la situazione della sicurezza dovesse peggiorare ulteriormente per Israele".

mercoledì 19 maggio 2010

Thailandia - Nell'assalto ai ribelli muore un giornalista italiano

La resa delle camice rosse, mentre la città Bangkok è sotto coprifuoco

La guerra di strada è finita. Ma solo formalmente. La resa dei Rossi lascia uno strascico di violenze nella capitale e altri cinque morti, fra cui c'è un cittadino italiano. Si chiamava Fabio Polenghi, ucciso da colpi che sono arrivati all'addome e secondo altre fonti anche al cuore. Aveva 45 anni, milanese, da tre mesi era arrivato a Bangkok dove lavorava per conto di una rivista europea.
La morte di Polenghi è avvenuta poco tempo prima che i leader delle Camicie rosse si arrendessero consegnandosi nelle mani della polizia.
Da Bangkok in diretta per PeaceReporter Alessandro Ursic
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Grecia - Nuovo sciopero generale



di Iiias Ziogas

Il 20 Maggio ci sarà la quarta giornata di lotta nel paese.
Non c'è tregua. La Grecia vive un anno di lotte sociali, che non ha fatto altro che cominciare. Il primo sciopero generale è stato a febbraio. Il secondo a marzo, il terzo lo scorso 5 maggio, nella giornata che ha portato in strada più di 200.000 persone. Il giorno dopo il Parlamento ha approvato i piani imposti dall'Unione europea per ridurre il deficit. Ed ora i sindacati hanno convocato di nuovo lo sciopero generale.
Dopo la giornata del 5 maggio, la Grecia ha vissuto una settimana di calma tesa. Le parti in conflitto attraversano un periodo di raggruppamento, di fronte alla nuova realtà generata dagli ultimi fatti.

lunedì 17 maggio 2010

Thailandia, stretta finale

Alle 10 è scaduto l'ultimatum dell'esercito. Ora a combattere contro le camice rosse il governo ha inviato i carrarmati
Alle 10 di oggi, ora italiana, è scaduto l'ultimatum dell'esercito thailandese alle camice rosse. Ora inizia lo sgombro forzato dei cinquemila manifestanti riuniti intorno al quartiere finanziario della capitale Bangkok. Fino a mezzogiorno e mezza non si sono registrate vittime in quella che ha tutta l'aria di essere l'ultimo atto di resistenza del popolo che ora vuole le trattative. Ma il premier Abhisit Vejjajiva questa volta non ha accettato il dialogo e ha ordinato l'invio dei carriarmati per disperdere l'ultimo manipolo di protestanti.
Dal centro degli scontri Alessandro Ursic di PeaceReporter racconta quello che sta accadendo.


Proteste dopo il "no" di Israele a Chomsky

Fermato perchè avrebbe parlato solo a palestinesi

A Noam Chomsky non è stato permesso di superare la frontiera di Allenby, tra Cisgiordania e Giordania, perchè l’intellettuale ebreo americano aveva in programma incontri soltanto con palestinesi e non anche in Israele. Lo hanno ammesso a mezza bocca le autorità israeliane che ieri hanno ordinato alle guardie di frontiera di stampare “ingresso vietato” sul passaporto di Chomsky (rimasto in attesa per oltre tre ore al valico) quando si è presentato al ponte di Allenby proveniente da Amman. Una portavoce del ministero dell’interno israeliano, Sabine Haddad, ieri si era  limitata a dire che Chomsky non era stato fatto entrare «per vari motivi». E’ però apparso chiaro che non avendo Chosmky in programma conferenze ed incontri in Israele, i vertici politico-militari dello Stato ebraico, hanno deciso di non lasciarlo passare.

Attacco al cuore dell`Europa

La rubrica dalla/sulla Cina di Paolo Do

Che l`ingresso della Cina, dieci anni fa, nel WTO abbia modificato profondamente questo paese, è innegabile. Allo stesso tempo, che tale entrata ed il nuovo protagonismo dell’Impero Celeste abbiano trasformato la stessa geografia della globalizzazione per come l’abbiamo conosciuta fino ad oggi, sembra fuor di dubbio.
Il ruolo del nazionalismo in Cina non e’ affatto diminuito con il suo ingresso sul piano globale ma bensì rafforzato.

"Necessario non distrarsi"

Messico, dopo l'attacco paramilitare a San Juan Copala

Parlano i membri del collettivo VOCAL di Oaxaca partecipanti alla carovana vittima dell'attacco paramilitare da parte di UBISORT. Convocata la prossima carovana per l'8 giugno.

Dopo il tremendo attacco paramilitare del 27 aprile scorso alla carovana internazionale di osservazione dei diritti umani che si dirigeva verso il municipio autonomo di San Juan Copala, territorio Triqui, nello stato di Oaxaca, nel sud messicano, la situazione continua ad essere particolarmente tesa.

Nuova aggressione al Municipio Autonomo di San Juan Copala

triqui


 

 

 

 

 

Aggredite e sequestrate 11 donne e 6 bambini.



Oaxaca de Juárez, Oaxaca. Il 16 maggio 2010.
Ai media 
Al popolo di Oaxaca 
Al popolo del Messico  
Ai  popoli del mondo 
Da oltre più di cinque mesi San Juan Copala è sotto assedio da parte dei paramilitari di UBISORT , fatto già segnalato nei mesi passati ed è per questo che si fece la Carovana  di solidarietà internazionale che venne brutalmente aggredita, ora la brutale aggressione contro il municipio autonomo di San Juan Copala continua con il rapimento e la scomparsa di  11 persone, donne,bambini e bambine.

domenica 16 maggio 2010

Stati Uniti:Los Angeles boicotta lo stato dell'Arizona per la legge sugli immigrati

 
La municipalita' della citta' californiana ha deciso di sospendere contratti e forniture come protesta contro il provvedimento razzista
di Luca Galassi

Il consiglio comunale di Los Angeles ha deciso ieri quasi all'unanimita' (tredici voti favorevoli, uno contrario) di boicottare la legge sull'immigrazione varata in Arizona dalla governatrice Jan Brewer.
La città di Los Angeles ha votato una misura per cui sarà vietato fare affari con piccole imprese dell'Arizona fino a quando resterà in vigore questa legge, che consente alle forze di polizia di fermare immigrati anche solo sulla base di un semplice sospetto di clandestinità. Per avere effetto di legge, la risoluzione della municipalita' californiana dovra' essere firmata dal sindaco Antonio Villaraigosa.

Ecuador: bloccata la Ley de Aguas, scontri davanti al parlamento

Il levantamento indigeno invade la città, mentre nelle province continuano i blocchi stradali ed i cortei

Il 13 maggio è stata una giornata cruciale per il movimento indigeno e la Ley de Aguas.
La giornata si è aperta con mobilitazioni radicali e determinate soprattutto nelle Province di Azuay, Cotopaxi e del Pichincha. L'appello lanciato dalla CONAIE, ECUARUNARI, FENOCIN ed altre organizzazioni indigene ha portato l'intensificersi dei paros provinciali, con blocchi totali delle principali arterie stradali ecuadoriane, effettuati con alberi, massi e pneumatici incendiati.

venerdì 14 maggio 2010

Palestina: ovunque è resistenza popolare

Da Hebron a Walajah, da Beit Ummar a Bilin e Naalin

di Elena Hogan
Hebron ha aggiunto il suo nome all’elenco sempre più lungo di località attraverso i Territori occupati palestinesi che ospitano manifestazioni settimanali non-violente contro l’occupazione israeliana. La «resistenza popolare» perlopiù spontanea, che vede una partecipazione mista di palestinesi, israeliani e attivisti internazionali, sabato scorso per la terza settimana di seguito ha realizzato una manifestazione non-violenta anche ad Hebron su iniziativa dell’organizzazione hebronita YAS (Youth Against Settlements).

Turchia "..sembrano bambini ma non lo sono"

Cemil Cicek, Vice Primo Ministro del Governo Erdogan è a Ginevra per partecipare al Meeting periodico di revisione dei meccanismo (EPIM) delle Nazioni Unite, che continuerà fino al 14 Maggio. Cicek ha tenuto un discorso sul problema della discriminazione e, nello specifico sulla questione dei bambini condannati per aver partecipato a manifestazioni: “In Turchia la non discriminazione è garantita dalla Costituzione. Non c’è discriminazione sessuale, religiosa o etnica”, aggiungendo poi sul problema dei minori: “Non sono realmente dei bambini: solo fisicamente sembrano bambini ma non lo sono”.
A queste parole c’è stata la rivolta dell’assemblea ginevrina.

62 anni fa, la Nakba. Un deportato racconta l'espulsione dei palestinesi dalla loro terra.


Sono trascorsi 62 anni dalla cacciata del popolo palestinese dalla Palestina, occupata nel 1948 dalle bande criminali sioniste.Esse uccisero e bruciarono tutto ciò che era palestinese, costringendo all’esilio e alla dispersione come “rifugiati” centinaia di migliaia di autoctoni: con il termine “Nakba (Catastrofe) palestinese” si indica quel che accadde allora a quelle persone. 

Bp, petrolio in fuga

di Guglielmo Ragozzino

Scaricabarile tra colossi sul disastro ambientale nel Golfo del Messico. Sfilano davanti al senato Usa i responsabili della multinazionale del petrolio e del costruttore delle piattaforme. Intanto il greggio continua a uscire, e Obama pensa a una tassa da un centesimo
Una fuga di petrolio è in corso nel Golfo del Messico, al largo delle coste della Louisiana, e non se ne vede la soluzione. In effetti si tratta del maggiore disastro di origine umana che si conosca nel nuovo millennio.

Haiti, tutti contro Preval

La popolazione scende per le strade e chiede le dimissioni di Preval. Incidenti e violenze per tutta la giornata


di Alessandro Grandi

La popolazione scende per le strade e chiede le dimissioni di Preval. Incidenti e violenze per tutta la giornata
La popolazione haitiana è esasperata, non ce la fa più.
Il terremoto del 12 gennaio scorso ha causato trecento mila vittime e la distruzione totale del Paese. La politica nazionale fin dalle prime ore successive al terremoto non è stata in grado di dare risposte sufficienti alla gente che adesso ha deciso di dimostrare e scendere per le strade di diverse città del paese per chiedere le dimissioni del Presidente Renè Preval, a loro dire incompetente nella gestione del post terremoto.

giovedì 13 maggio 2010

Dalle periferie del mondo al cuore della terra

Due giornate di aggiornamento e dibattito sulle realtà dei movimenti dal basso in America Latina e non solo, sulle attività ed i progetti sostenuti dall'Associazione Ya Basta.
Una occasione di socialità con musica, video, mostre, stand artigianali e informativi e cibo genuino.
una occasione di incontro con la nostra ospite internazionale e amica Gloria Muñoz Ramírez (dal Messico).

Due giornate di impegno collettivo che dedichiamo:

a Tyri e Alberta, attivisti della solidarietà internazionale, barbaramente uccisi in Messico da una banda paramilitare mentre portavano aiuti alle comunità Triqui.

alle comunità indigene sotto attacco da Oaxaca al Chiapas Zapatista.

a tutte le sorelle e i fratelli  che qui e in ogni angolo del mondo...esistono e resistono!

martedì 11 maggio 2010

Ecuador: riprende il levantamento indigeno, bloccate le principali strade del paese

La protesta degli indigeni contro il progetto di riforma dell'acqua

La partita sull'acqua è ancora aperta.
Dopo l'assedio indigeno al parlamento, con scontri e cariche della polizia,  il progetto di Riforma dell'Agua (Ley de Agua) è ancora al centro delle mobilitazioni e del dibattito politico in Ecuador.
I lavori parlamentari, sospesi per ben due volte mentre fuori migliaia di indigeni  facevano pressione, sono tutt'altro che risolti.
La Ley del Agua non è stata approvata.

sabato 8 maggio 2010

Thailandia, orgoglio plebeo

di Alessandro Ursic

Le camicie rosse rivendicano le loro origini rurali, sovvertendo le tradizionali dinamiche politiche in un Paese dominato da Bangkok
La parola è sempre quella, ma è l'uso che è cambiato. Prima, in Thailandia, dire "prai" a qualcuno era una specie di tabù: e come poteva essere altrimenti, dato che significa "plebeo". Nelle loro manifestazioni ancora in corso a Bangkok, le "camicie rosse" rivendicano invece con fierezza le loro origini rurali, popolari, lontane dall'elite della capitale. E si danno del "prai" da soli, come elemento fondante del loro movimento. Che a prescindere da come si risolverà la crisi in corso, ha cambiato le dinamiche politiche del Paese per sempre.

venerdì 7 maggio 2010

Ecuador - El agua no se vende, se defiende


Con questo slogan da settimane i settori indigeni ecuadoriani si stanno mobilitando per bloccare la cosidetta Ley de Agua proposta dal governo Correa.Lo avevano giá annunciato occupando una delle sessioni della Conferenza sui Cambiamenti Climatici di Cochabamba; "le comunitá indigene ecuadoriane si opporranno con ogni forza a questa riforma sulla gestione dell'acqua!".
INTERVISTA A MARLON SANTI realizzata a Cochabamba

MORIRE IN GRECIA


Dichiarazione di un impiegato della Marfin Bank, nella cui filiale incendiata hanno trovato una tragica morte i tre impiegati.

“Mi sento in dovere, nei confronti dei miei colleghi oggi ingiustamente morti, di comunicare alcune obbiettive verità. Sto facendo pervenire questo messaggio a tutte le agenzie di stampa. Chiunque abbia ancora un po’ di coscienza dovrebbe renderlo pubblico. I restanti possono continuare a fare il gioco del governo.
I vigili del fuoco non hanno mai rilasciato una licenza all’edificio in questione. L’approvazione per la sua operatività è avvenuta sottobanco, come avviene praticamente per tutti gli esercizi commerciali e le ditte in Grecia.

Grecia - Dopo l'approvazione del piano di austerità

Con 172 voti a favore, 121 contro e 3 astenuti il Parlamento greco ha approvato il Piano di austerità.
All'esterno si è svolto un concentramento di protesta contro il Piano del Governo. Le notizie parlano di circa 10.000 persone che hanno manifestato dopo la drammatica morte di ieri dei tre impiegati nella sede della Marfin Bank. In serata sempre davanti al Parlamento ci sono stati scontri con la Polizia.
Per la prossima settimana è stato convocato un nuovo sciopero.
Nelle agenzie di stampa internazionali tiene banco la dichiarazione dell'agenzia di rating Moddy's che parla di contagio verso altri paesi europei.
Dal sito Europa Zapatista un contributo da Atene
Guarda i video dell'assalto al parlamento di ieri ad Atene video 01video02

GAZA: I GENERATORI DI CORRENTE UCCIDONO

Partirà tra pochi giorni la flotta degli attivisti determinati a rompere l'assedio di Gaza

 

Nella Striscia di Gaza sotto assedio, il necessario utilizzo dei generatori di corrente elettrica ha provocato nell’ultimo anno oltre cento morti. A partire dal 2007, Israele ha limitato sempre più la quantità di combustibile per uso industriale consentito nella Striscia, e le consegne di carburante sono scese anche ben al di sotto dei 2,2 milioni di litri permessi ogni settimana, causando lunghe e frequenti interruzioni di corrente, anche di 16 ore consecutive. I generatori fabbricati in Cina hanno portato un po’ di luce per gli abitanti di Gaza lasciati spesso al buio, ma hanno anche lasciato numerose famiglie in lutto.

giovedì 6 maggio 2010

Ecuador - Gli indigeni si mobilitano contro la Ley de Aguas

Proteste e scontri sotto l'Assemblea Legislativa


mercoledì 5 maggio 2010

Ristrutturazione e crisi

Nel giorno del nuovo sciopero generale contro il governo Papandreu e le politiche di ristrutturazione concordate con FMI e UE, la Grecia si ferma.
Miglaia di persone hanno partecipato ad un corteo che ha attraversato Atene.
Gli scontri si sono concentrati nell'area centrale del Parlamento.
Manifestazioni e scontri si sono avuti anche a Patrasso e Salonicco.
La posta in gioco è il futuro dei diritti sociali nel paese all'alba delle nuove crisi nell'area dell'euro.
Nelle prime ore del pomeriggio le agenzie di tutto il mondo diffondono la tremenda notizia della morte di due donne e di un uomo a seguito di un attacco incendiario contro una banca in centro ad Atene ai margini delle manifestazioni.

Predatori

Cosa si nasconde dietro la crisi che ha colpito la Grecia e che minaccia di contagiare altri paesi europei?
Vento di periferia

di Enrico Piovesana 

Dietro l'attuale crisi del debito che ha colpito la Grecia (e che sta contagiando anche Portogallo, Spagna, Irlanda e, molti temono, anche l'Italia) non c'è solo la nota frode di bilancio commessa dai governanti ateniesi in combutta con le principali banche americane, in particolare la Goldman Sachs di Lloyd Blankfein e la JP Morgan Chase di Jamie Dimon.
Su tutto incombe infatti il sospetto, o meglio, la certezza di una spregiudicata operazione speculativa orchestrata dalla cupola finanziaria di Wall Street per lucrare sull'indebolimento dell'euro. Questo è lo scenario su cui sta timidamente indagando il dipartimento della Giustizia Usa.

Messico: i perché dell'aggressione paramilitare a San Juan Copala, Oaxaca.

I retroscena e le spiegazioni di un grave attentato contro un municipio autonomo e una carovana umanitaria nel Messico profondo

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Ulises Ruiz chiude con violenza il suo governo

di Fabrizio Lorusso
 
In Messico e nel mondo si parla tanto degli oltre 20mila morti in 3 anni causati dalla guerra al narcotraffico e dalla militarizzazione lanciate dal presidente Calderon, ma ogni tanto tornano alla ribalta i conflitti sociali che vengono rispolverati dai media mainstream solo quando coinvolgono qualche straniero o fanno vittime eccellenti. Purtroppo le morti silenziose e la violenza endemica che regnano nel Messico profondo, così come lo ha battezzato l'antropologo Bonfil Batalla, sono sempre state una costante soprattutto nelle zone rurali più abbandonate dallo Stato.