martedì 11 maggio 2010

Ecuador: riprende il levantamento indigeno, bloccate le principali strade del paese

La protesta degli indigeni contro il progetto di riforma dell'acqua

La partita sull'acqua è ancora aperta.
Dopo l'assedio indigeno al parlamento, con scontri e cariche della polizia,  il progetto di Riforma dell'Agua (Ley de Agua) è ancora al centro delle mobilitazioni e del dibattito politico in Ecuador.
I lavori parlamentari, sospesi per ben due volte mentre fuori migliaia di indigeni  facevano pressione, sono tutt'altro che risolti.
La Ley del Agua non è stata approvata.

Come già annunciato dalle organizzazioni indigene, alla mezzanotte di oggi (ieri ndr) è ripreso il levantamento: cortei e blocchi delle principali vie stradali nelle provincie di Pichincha, Imbabura e Cotopaxi hanno paralizzato il traffico e le attività commerciali con la capitale ecuadoriana.
Il traffico è stato paralizzato ad intermittenza in più punti intorno alla città di Quito, tramite blocchi con alberi, pietre e pneumatici.
Mentre il presidente della Revolucion Ciudadana Raffel Correa aumenta la sua campagna di criminalizzazione delle popolazioni indigene con ogni suo mezzo di comunicazione, la CONAIE promette resistenza al progetto di riforma dell'acqua e all'istituzione dell'Autorità Unica.
Marlon Santi, presidente della CONAIE, dice "Quando il movimento indigeno si solleva, lo fa per molto tempo".
Sono attese infatti migliaia di persone che, dalla regione della Costa, della Sierra e dall'Amazzonia, arriveranno in città per difendere l'acqua, contrapponendo al modello unico di Correa, il modello dei sistemi comunitari delle Giunte dell'Acqua delle Giunte dei Regantes.