mercoledì 26 maggio 2010

Diario dalla nave 8000 verso Gaza




Di Angela Lano
Siamo partiti ieri sera alle 21 (E' partita la nave '8000' della Freedom Flotilla.) , dopo ore, giorni di attesa per "motivi tecnici": la nave cargo "Mediterraneo Libero" doveva essere caricata di materiali destinati alla Striscia di Gaza assediata, e doveva prendere il mare prima di noi, in quanto molto più lenta della nostra barca, la "8000".
A bordo il clima è allegro, collaborativo e internazionale: 56 persone provenienti da decine di Paesi del mondo, in viaggio per solidarietà, impegno professionale, testimonianza e documentazione.
Siamo una trentina di giornalisti, un ex ambasciatore Usa in Iraq, un gruppo transnazionale di Ebrei contro l'Occupazione, due medici, altri attivisti, nonché alcuni responsabili della
European Campaign to end the siege on Gaza, una delle organizzazioni promotrici della missione umanitaria Freedom Flotilla.
Anche in questo caso, dal punto di vista mediatico, il nostro Paese si colloca ben in basso nelle classiche della "libertà di infomare i cittadini": con noi non c'è alcuna testata nazionale mainstream. Tv e giornali di altri stati europei, e arabi, sono invece ben presenti. A "rappresentare" l'Italia, mediaticamente, in questa impresa dai tratti davvero "storici", siamo in tre: i videoreporter Manolo Luppichini, Manuel Zani e chi scrive.

Ora ci troviamo in mare aperto, verso Rodi, dove la nostra nave farà sosta per poi proseguire verso le acque cipriote, per riunirsi alle altre 8 - le navi turche e algerina, quelle del Free Gaza partire ieri da Creta, e i tre cargo.

Questa mattina c'è stato un momento emozionante: ci siamo ritrovati fianco a fianco con la nostra nave cargo, e abbiamo immaginato lo scenario dei prossimi giorni, quando tutte le imbarcazioni, alcune davvero imponenti, si avvicineranno insieme nelle acque di Gaza, per portare gli aiuti di cui 1,5 milioni di persone hanno grave necessità. Abbiamo pensato anche alla Marina di Israele e a come ci accoglierà...

Staremo a vedere cosa accadrà. Di certo, i passeggeri a bordo del
Freedom Flotilla sono pacifici e nonviolenti. 
tratto da Infopal