martedì 15 settembre 2009

Ocalan: la guerriglia, se attaccata, deve difendersi

Commentando i recenti scontri tra l’esercito turco e la guerriglia delle forze di difesa popolare Ocalan ha detto: “Se la guerriglia è attaccata è necessario che si difenda. Se una soluzione non sarà trovata nell’arco dei prossimi tre mesi ci sarà la “liquidazione” del Primo Ministro. La Turchia è al bivio tra democratizzazione e sconfitta”. Al Primo Ministro Erdogan il Presidente Ocalan ha detto quanto segue: “chiedo al Primo Ministro di non inviare più truppe contro la guerriglia e gli chiedo di fermare le operazioni militari. Lo può fare. Se i militari non attaccano la guerriglia non ci saranno scontri. Su questo tema ci attendiamo la sua sensibilità”.


Ocalan ha avuto l’incontro settimanale coi suoi avvocati, con loro ha discusso della sua idea dello Stato nazione: “La mia idea di ‘patria comune’ non è basata su di una nazione sola. La mia idea prevede il governo comune di differenti nazioni. La questione è questa: ci sono siriani, armeni e kurdi che vivono qui. L’idea di patria non può essere quella di Stato nazione, ci deve essere una patria comune per tutti questi popoli. Se ci sarà una comprensione comune gli assiri diranno che questa è la loro madre patria e così faranno gli armeni, gli yezidi, i turkmeni ed i kurdi. La mia idea di patria è integrata, plurale e democratica. La patria è bella se è un giardino di popoli, ha senso se è ricca. Dire che un paese appartiene solo ad un popolo o ad una etnia è disastroso e porta solo a bagni di sangue. Segnare dei confini e dire che questi appartengono ad una nazione è sciovinismo. Il Kurdistan può essere la madrepatria di 5 nazioni, su questo non si discute. I miei sono principi democratici: “Il Kurdistan non mi appartiene, non sono stato il primo ad utilizzarlo come termine. È stato Sencer, sultano selgiuchide, il primo ad utilizzare il termine. Questi sultani sono stati più democratici di tutti i Presidenti turchi. Perfino Selim I, che è ricordato come il più spietato era più democratico di questi”.





Credo nella mia road map


Ocalan ha continuato: “Credo nella mia road map. Sulla questione democratica non mi arrendo. La road map è la road map della democrazia; è l’avanzamento della democrazia, la porta principale della democrazia, lo sviluppo della democrazia, la via democratica verso il popolo. I suoi contenuti sono democratici. Questa road map sarà un respiro di aria fresca. Non ho usato il classico approccio liberale o marxista. Sarebbe stato difficile da comprendere. Sono presi in considerazione principalmente i diritti individuali,più di quelli sociali. Ma non possono essere separati, sono un insieme, i due lati di una medaglia. Non esiste uno stato socialista, liberale o capitalista, lo Stato è lo Stato, il potere è il potere, Lenin sulla Rivoluzione russa disse ‘trovatemi dei libri sullo stato socialista’. Organizzare la Rivoluzione si può ma nel dopo che spesso c’è confusione. La situazione della Cina è evidente, ha relazioni con gli USA ed il capitalismo. La Cina e l’India con 2,5 miliardi di persone stanno lavorando per gli USA che sono in posizione passiva. Anche la Russia sta ora sviluppando dei legami con gli USA, legami che saranno sempre più forti”. Disprezzo il capitalismo “Non voglio servire il capitalismo, disprezzo quel sistema. Sono contro il monopolismo capitalista. Non accetto quella modernità. Non lasceremo che la sovranità del capitalismo regni in Kurdistan. Mezzo millennio fa il capitalismo procedette a grandi falcate per soggiogare il mondo, le sue radici sono molto antiche. Soggiogò lo stato nazione e l’ industrialismo e continuò nella sua opera di sfruttamento. Lo sviluppo del capitalismo portò all’arricchimento dell’Inghilterra. Questi vivono a New York e Londra e sfruttano il mondo dalle loro scrivanie. È il capitalismo monopolistico. Nell’ultima crisi sono stati bruciati 600 miliardi di dollari. Così è come opera il capitalismo finanziario. Per me non sono importanti i soldi, sono importanti la democratizzazione della società. La società non dovrebbe essere schiavizzata da alcuna forma di potere. I kurdi vivranno col mondo, non solo coi kurdi “E’ stato detto che I kurdi dovrebbero vivere solo coi kurdi. No. I kurdi vivranno col mondo, con ciascuno, con tutti i popoli. Vivranno con gli arabi, coi persiani e coi turchi. La vecchia concezione prevedeva la presenza di Talabani e Barzani alla testa del popolo che era nelle loro mani, obbligato a combattere quando questi volevano. Nel passato c’erano feudi e sultanati al comando della società, oggi ci sono personaggi che sono impiegati del capitalismo. In questo modo difendono la loro egemonia ed i loro interessi nel Medio Oriente. Gli inglesi hanno abbandonato l’idea dello Stato nazione e accettato l’esistenza di differenti culture e nazionalità anche se nel resto del mondo continuano ad imporre questo modello. Gli Usa, il Regno Unito ed Israele non sviluppano totalmente l’idea dello Stato nazionale, hanno degli elementi di democrazia ma impongono quel modello ad altri. Perfino Israele ha delle aree dove ancora viene praticata la democrazia dei kibbutzim ma continua a lottare nel Medio Oriente per imporre il modello dello Stato nazionale.” In questo modo controllano il Medio Oriente, i Balcani e l’India. La situazione di Saddam è la prova di questo. All’inizio lo usarono ma quando lui tentò di disobbedire lo eliminarono. Formarono uno Stato kurdo per assoggettare anche loro ai loro interessi. Per contrastare questi disegni i kurdi possono assumersi il ruolo di democratizzare la regione e diventare un modello per il Medio Oriente formando un sistema democratico. Questo è il ruolo che vorrei loro svolgessero. Altre soluzioni approfondirebbero il problema. Come tra Palestina ed Israele diverrebbe una soluzione inestricabile. Non vogliamo confini, vogliamo una società libera e individui liberi in essa”. Ci possono essere degli omicidi nella regione kurda “Stanno mettendo la regione a soqquadro.Sono fascisti e assassini. Colpiscono da dietro. Il nostro popolo deve essere pronto a fronteggiare questi allarmi e deve organizzarsi. Hanno ucciso anche Gaffar Okkan dando la colpa ad Hizbollah che non aveva la forza per fare questa cosa. È stato ucciso dalla JItem e Hizbollah è stata utilizzata come un paravento. È stato Levent Ersoz e quelli attorno a lui, coinvolti nel caso Ergenekon, che hanno organizzato l’omicidio di Okkan. Questo gruppo non è diffuso solo in Turchia ma anche all’estero. Ersoz è scappato in Russia. Ora anche Dalan è in Russia. Le component del gruppo Ergenekon vicine alla Russia, alla Cina e all’India sono state eliminate dagli Stati Uniti.”





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