giovedì 17 settembre 2009

Palestina assediata: la solidarietà che arriva dall'Italia.

Il mese di Ramadan, che terminerà sabato 19 settembre, è un periodo di preghiera, digiuno, ma anche di azione, di solidarietà con i più poveri.


Abbiamo chiesto al presidente dell'Associazione benefica di solidarietà con il popolo palestinese - Abspp, l'arch. Mohammad Hannoun, quali sono i progetti e le attività promosse dalla sua organizzazione.

"Il nostro obiettivo è quello di aiutare i cittadini palestinesi che non hanno la possibilità di mantere se stessi e la propria famiglia. Durante il mese di Ramadan sosteniamo 5 progetti: pacco-viveri; pasti caldi per l'Iftar, la cena di rottura del digiuno quotidiano; donazioni per bambini rimasti orfani, affinché possano ricevere i regali tradizionali per la fine del Ramadan; sostegno al commercio nella Striscia di Gaza, sotto assedio da tre anni; assegni di mantenimento alle famiglie destinati alle spese giornaliere e scolastiche".

Con quali modalità si realizzano tali progetti?

"Attraverso associazioni locali, nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania, cui giungono i nostri aiuti economici. Esse documentano tutto e ci inviano resoconti, foto, filmati in cui si testimonia la concretizzazione di ogni progetto. Il nostro principio-base è che il denaro finisca davvero nelle tasche dei poveri e non in quelle di partiti o movimenti.

Per esempio, per incoraggiare le attività di centri commerciali e negozianti, in crisi profonda a seguito del disumano assedio imposto da tre anni a questa parte alla Striscia di Gaza, sosteniamo, attraverso le associazioni del luogo, la distribuzione di bonus in denaro alle famiglie gazawi più bisognose affinché li spendano acquistando i prodotti di cui necessitano. In questo modo, aiutiamo sia le famiglie in difficoltà sia i commercianti danneggiati dall'embargo. Un altro progetto è quello del pacco-viveri, contenente prodotti alimentari, scolastici e di altro genere. Inoltre, è tradizione del periodo di Ramadan la distribuzione di pasti per la rottura serale del digiuno. Il cibo, già pronto, viene consegnato con due modalità differenti: direttamente nelle singole abitazioni o in modo collettivo, nei centri associativi, nelle moschee, ecc".

In Cisgiordania avete dei problemi con l’Anp guidata da Abbas...

"Sì, l'Autorità nazionale palestinese di Ramallah ha occupato e sostituito i direttivi di tutte le associazioni caritatevoli in Cisgiordania, dandole in gestione a Fatah, che a sua volta distribuisce aiuti ai suoi simpatizzanti e affiliati. Un esempio concreto di strumentalizzazione politica della solidarietà. Alla fine, le vittima del conflitto interno palestinese sono i bisognosi. Il povero è sempre povero, dovunque si trovi. L’Anp fa favoritismi di tipo politico. A noi non interessa l’ideologia. Il dramma è che la comunità internazionale è complice di Israele nell’assedio del popolo palestinese. La situazione in Cisgiordania è gravissima, perché da qualche tempo è difficile far arrivare la solidarietà, il denaro. Le associazioni di beneficenza sono state attaccate contemporaneamente dall'Anp e da Israele. Speriamo che la situazione cambi in meglio".

Cosa può fare chi vuole aiutarvi nel vostro lavoro?

"Per realizzare questi progetti, noi ci appoggiamo a ospiti, sapienti, dalla Giordania, dalla Palestina, dall’Egitto e dall’Italia affinché sensibilizzino la comunità islamica in Italia. Inoltre, ci appelliamo agli amici italiani affinché ci aiutino a sostenere questi progetti. Noi garantiamo che i loro soldi finiranno nelle mani di chi ne ha bisogno.

da Infopal