giovedì 29 ottobre 2009

Honduras: Donne prigioniere politiche

A quattro mesi dal golpe.

Femministe in resistenza contro il golpe

Queste sono le condizioni giuridiche ed umane delle donne prigioniere politiche del governo dittatore di Roberto Micheletti. Video e comunicato.

PER LA DIFESA DELLA DEMOCRAZIA IN HONDURAS

Centoventitreesimo giorno di resistenza contro il colpo di stato

Intervista ad Augustina Flores e Mabel lopèz - Prigioniere politiche
Noelia Nunez - Avvocata in resistenza
Scene dalle mobilitazioni di piazza

Dichiarazione delle femministe in resistenza

Davanti al popolo honduregno e alla comunità internazionale, dichiariamo:

Continuiamo chiedendo la condanna nazionale ed internazionale al Colpo di Stato perpetrato i 28 di giugno che si è concretizzatosi con l'espulsione brutale del Presidente Costituzionale, Manuel Zelaya, dal nostro paese e l'instaurazione della dittatura fascista guidata da Roberto Micheletti Baín.

Denunciamo che il Dialogo intrapreso per superare la crisi generale propiziata dal Golpe, è stato caratterizzato da una vecchia pratica della classe politica tradizionale: la dilazione ed ambiguità nelle sue dichiarazioni ed attuazioni.

A ciò si sono sommati le misure di repressione contro il nostro popolo, violentando - a parole e nei fatti - tutte garanzie costituzionali ed i diritti umani fondamentali. Come esempio, valga ricordare che hanno perso la vita più di venti hondureñas/os, più di un centinaio sono stati feriti/te, si contano decine di donne oggetto di abuso sessuale e più di 3000 -tra donne, uomini e minori di età - hanno subito detenzioni arbitrarie.

In tali condizioni, è evidente che la Commissione negoziatrice del Presidente Zelaya sta affrontando serie difficoltà per stimolare normalmente i suoi sforzi di consenso e conciliazione.

Sosteniamo che la restituzione di Manuel Zelaya come Presidente Costituzionale del Honduras sia condizione previa ed ineludibile per effettuare le elezioni nel paese. Tuttavia, il regime di facto respinge questo tema e sta preparando una gran frode elettorale al fine di dare un'apprenza di legittimità ad un futuro governo.

Reiteriamo il nostro rifiuto alle inumane condizioni di isolamento, fustigazione e tortura psicologica alle quali è stato sottomesso il Presidente Manuel Zelaya nella sede diplomatica del Brasile accreditata in Honduras.

Sosteniamo incondizionatamente la pronta definizione delle procedure per la convocazione di un'Assemblea Nazionale Costituente democratica, aperta e partecipativa.

Pertanto, oggi più che mai, chiediamo:

  1. Dalle organizzazioni di donne di tutto il mondo, il loro appoggio deciso affinché il nostro popolo riconquisti il diritto a vivere in pace ed in libertà con la restituzione di José Manuel Zelaya Rosales come legittimo Presidente della Repubblica fino al compimento del periodo costituzionale del suo governo.

  2. Dai Governi degli Stati Uniti e Comunità Europea, l'Organizzazione degli Stati Americani, l'Organizzazione delle Nazioni Unite, l'adozione di nuove misure per velocizzare il processo di restituzione del Presidente José Manuel Zelaya e, quindi, la pacificazione sociopolitica in Honduras.