mercoledì 21 ottobre 2009

I movimenti sociali honduregni lottano per la democrazia e il miglioramento delle condizioni di vita


Intervista ad un militante, anonimo a causa delle minacce, del Frente Nacional de Resistencia Popolar en Honduras

di Daniel Jiménez

Il colpo di Stato che ha avuto luogo il passato 28 giugno in Honduras ha messo in pericolo non solo la continuità della democrazia e del presidente legittimo, Manuel Zelaya. Risulta anche gravemente minacciato il lavoro delle organizzazioni di base e delle piattaforme sociali che stanno da anni lavorando affinché gli honduregni abbiano un futuro migliore in un paese più democratico e dove possano vedere garantite le loro necessità basilari.

Molte di queste associazioni fanno attualmente parte del Fronte Nazionale di Resistenza Popolare che esige il ritorno di Zelaya e la convocazione di una Assemblea Nazionale Costituente che dia luogo ad un nuovo sistema politico e sociale caratterizzato dalla ridistribuzione della ricchezza e lo stimolo della partecipazione cittadina.

In questa intervista realizzata giovedì scorso da Noticias Positivas parliamo con una persona appartenente ad una di queste associazioni vincolate col Fronte. Ha voluto mantenersi nell'anonimato a causa alle minacce che subiscono tutti quelli che si oppongono ai golpisti.

Noticias Positivas: Qual'è la situazione in questi momenti in Honduras?

Fronte Nazionale di Resistenza Popolare: Adesso c'è molta incertezza. Questa mattina concludono le negoziazioni tra le due parti, il governo di facto ed il governo costituzionale. Dicono che c'è un accordo sul 90 percento. Il punto più polemico è la restituzione di Manuel Zelaya. Secondo alcuni informazioni preliminari, non si è giunti ad un accordo perché il governo di facto dice che questa commissione rappresenta solo il potere esecutivo, e per ottenere la restituzione completa di Zelaya si richiede l'approvazione della Corte Suprema di Giustizia, cioè, del potere legislativo.

Dall'inizio del golpe, il governo di facto ha usato tattiche dilatorie e misure di repressione per consolidarsi nel potere. Per quel motivo sono state poste in essere tutte le azioni possibili al fine di ostacolare l'entrata di Zelaya. Benché essi dicano a livello internazionale che il decreto con il quale si sospendevano le garanzie costituzionali della popolazione non sia vigente, in pratica questo non è stato così.

La polizia continua a reprimere la gente, seguono interrotte le garanzie di libera mobilitazione e libera espressione, e praticamente continuiamo in stato di coprifuoco. Continuano a verificarsi molte violazioni ai diritti umani. Prosegue la persecuzione e l'intimidazione di chi manifesta la sua opposizione al governo di facto, repressione che diventa particolarmente dura nel caso delle associazioni più in vista nella resistenza.

C'è repressione nelle manifestazioni pubbliche e si hanno anche casi di minacce dirette mediante chiamate telefoniche o contatti per intimorirti o dirti che sei indagato.

I mezzi di comunicazione indipendente sono stati chiusi a causa dell'applicazione di questo decreto. Chiusi e i giornalisti minacciati e perfino un giornalista del diario Il Liberatore è stato incappucciato e torturato. C'è una completa gestione dei mezzi di comunicazione da parte dei golpisti.

Due sere fa hanno pubblicato che l'ONU aveva già confermato che quello che era successo in Honduras non era un colpo di Stato, bensì una successione costituzionale, ed affermavano che c'era una relazione che attestava questo. Ogni tipo di informazione è manipolato a convenienza dei loro interessi e anche per causare più polarizzazione tra la popolazione che già è altamente polarizzata. Si usano i media per demonizzare Mel Zelaya ed accrescere l'odio verso lui. Si impiegano anche per giustificare la repressione.

I golpisti dicono che i militari stanno difendendo la Costituzione e che stanno facendo la loro parte per garantire la sovranità popolare, perché dicono che qui sarebbe arrivato il comunismo ed il chavismo. Dicono cose tanto idiote, come che ti tolgono la tua casa o la tua auto e che questo diventerà un posto come il Venezuela.

N+: Questa è la situazione attuale, abbastanza complicata e con una frattura sociale molto forte. In mezzo a questo contesto sta il Fronte di Resistenza che oltre a chiedere la restituzione di Zelaya, sta difendendo un progetto sociale molto chiaro. Quali sono le rivendicazioni del Fronte?

FNRP: Il Fronte sta chiedendo la restituzione di Manuel Zelaya per il ritorno dell'ordine democratico e la convocazione di una Assemblea Nazionale Costituente. Nei tavoli di negoziazione c'era un rappresentante del Fronte Nazionale da parte del presidente Zelaya che, vista l'impossibilità di firmare l'accordo per il quale questi tavoli di dialogo rinunciavano all'Assemblea Nazionale Costituente, ha preso la decisione di ritirarsi da questa delegazione. Il Fronte ha confermato così di non rinunciare alla lotta per l'Assemblea Nazionale Costituente.

Questo colpo di Stato non ha fatto altro che a rimarcare le ferite della popolazione che sta esigendo un cambiamento sociale, riforme strutturali dove possano garantirsi migliori benefici per tutta la popolazione e non concentri la distribuzione della ricchezza come quella che c'è ora in Honduras, dove l'80 percento della ricchezza è distribuito tra 10 o 12 famiglie o gruppi di potere. Il popolo vuole questo e non abbassa la guardia in questo senso.

A causa della manipolazione ed il mirato utilizzo dei mezzi di comunicazione dai golpisti, la gente ha molta paura della Costituente. Per questa ragione, gli attivisti e le organizzazioni sociali del Fronte stanno realizzando azioni di socializzazione e sensibilizzazione su quello che significa una riforma costituente dove sono espressi l'opinione del popolo e le sue necessità. Anche se Zelaya rinunciasse a questo obiettivo, questa rivendicazione continuerebbe.

N+: E che miglioramenti concreti per la popolazione si vorrebbero introdurre con questa riforma costituzionale?

FNRP: Si cerca che questa Assemblea Costituente dia luogo a leggi che beneficino tutta la popolazione. Che si tolgano esenzioni di imposte che ci siano riforme nel sistema di salute, nel sistema agricolo e nel sistema di educazione. Si tratta che ci siano leggi ed un apparato costituzionale e statale che governi per la popolazione poverache è la maggioranza. Ci sono attualmente esenzioni e concessioni per le imprese transnazionali e nazionali che sono gli stessi gruppi che stanno dietro al golpe. Ricevono ogni tipo di contributo da parte del governo di facto mascherato in leggi per incentivi che non beneficiano realmente la popolazione maggioritaria, ma solamente questi gruppi. Qui si è consegnato il paese in vassoio di argento a questi potenti gruppi economici.

Vogliamo anche che ci sia un processo democratico di scelta degli incarichidel Tribunale Supremo Elettorale, della Corte Suprema di Giustizia e degli stessi incarichi direttivi dei deputati. Fino ad ora, sono stati scelti su indicazione, in forma fraudolenta e per compromessi politici. Proprio ieri hanno scelto i rappresentanti nel Congresso Nazionale del Tribunale Superiore di Conti. I deputati non hanno visto muoversi una foglia né sanno assolutamente niente di queste persone che sono state scelte. Li hanno scelti così perché sono maggioranza nella camera e perché hanno già istruzioni precise. Le persone che sono arrivate al governo, tanto il presidente nazionale come quello del Congresso, o gli stessi deputati, sono persone che governano per questi gruppi di potere ed obbediscono unicamente ai loro ordini e i loro interessi.

A Mel Zelaya dicevano che la consultazione che aveva organizzato sull'Assemblea Nazionale Costituente era illegale, ma era solamente una consultazione che non era vincolante e dove si domandava agli honduregni se erano a favore o contro. Zelaya era inoltre coperto da una legge di partecipazione cittadina che aveva approvato ad inizi del suo governo e che permetteva questo tipo di consultazioni. Da parte loro, i golpisti hanno fatto una legge di referendum e l'hanno usata per fare il doppio gioco e continuare a dire alla gente che Zelaya si voleva rieleggere e governare come Hugo Chávez, ragione per la quale Zelaya non voleva fare una legge come questa che loro hanno approvato. Ma risulta che detta norma del governo di facto aveva clausole restrittive che impedivano di fare consultazioni su temi come la riforma del governo, la finanziaria o qualche altra questione che avesse interesse per la popolazione. E' stata una farsa per giustificare i loro atti e sostenere che quello che stava facendo Zelaya era disubbidire agli altri poteri.

N+: Molti mezzi di comunicazione hanno sostenuto anche la versione che Zelaya con la sua iniziativa voleva perpetuarsi nel potere.

FNRP: Non è certo quali fossero le intenzioni reali di Zelaya. Egli ha detto nell'assemblea dell'OEA che non avrebbe continuato al potere lasciando il suo incarico alla data prevista e che la sua intenzione era permettere la partecipazione cittadina e dare voce al popolo. Ma ai potenti gruppi non solo del Honduras, ma di tutta l'America Latina, conviene che la popolazione continui rimanendo impoverita per mantenere i loro interessi.

Lo scenario che la popolazione possa chiedere ed esigere causava molta paura, soprattutto dopo l'adesione del Honduras all'Alba ed il trionfo del FMLN in El Salvador.

N+: Il Honduras è un paese abbastanza danneggiato dagli accordi di libero commercio. Proprio ora l'Unione Europea sta negoziando con l'America Centrale un Accordo di Associazione che è un altro tipo di accordo di libero commercio. Dentro il tuo paese sono sorti molti movimenti sociali che stanno lottando contro la povertà causata da queste politiche, e le sue iniziative possono essere vittime del colpo di Stato se alla fine non ritorna la democrazia. Che cosa stanno facendo questi movimenti sociali per lottare contro la povertà e migliorare la vita della popolazione?

FNRP: La storia del Honduras dagli anni '80, quando ebbe luogo l'ultimo colpo di Stato, aveva determinato che qualunque manifestazione o azione che manifestasse scontento non durasse più di una settimana, al massimo settimana e mezza.C'era un controllo assoluto della popolazione e non c'era una società civile organizzata come tale. Questo aveva permesso ai potenti di fare tutto quello che volevano per mantenersi al potere.

Loro hanno pensato che con questo colpo di Stato sarebbe mantenuto lo stesso tono.

Ma le organizzazioni civili, i movimenti sociali e le organizzazioni di base si sono andate fortificando durante tutti questi anni e sono stati protagoniste di differenti iniziative. Per esempio, hanno denunciato le conseguenze dei trattati di libero commercio e degli Accordi di Associazione, si sono prodotte richieste di una riforma agraria da parte dei movimenti campesinos e le associazioni corporative hanno preteso il rispetto dei loro diritti.

A seguito del colpo di Stato, il Fronte Nazionale è riuscito ad articolare tutti questi movimenti,come ha dimostrato con suoi più di cento giorni di resistenza.

I mezzi di comunicazione del governo di facto hanno cercato di creare un odio nella popolazione contro questa resistenza. Stanno introducendo infiltrati e facendo alcuni azioni ripudiabili affinché la popolazione li veda come i comunisti o gli insorti che unicamente causano tumulti nel paese. Ma le organizzazioni del Fronte hanno dimostrato chiaramente di manifestare in forma pacifica, e così nonostante la brutale repressione.

Solo tra i sindacalisti, si sono registrati già 15 morti. Non li ammazzano nelle manifestazioni, ma cercano di mascherarli come delitti della delinquenza comune affinché non siano collegati.

Stanno utilizzando molte armi per questa repressione. Nell'ambasciata del Brasile usano gas chimici che colpiscono la salute. Sembra che la gente si stia ammalando dopo essere stata vittima di attacchi con gas lacrimogeni. I medici ci dicono che stanno soffrendo danni interni. Non sanno che tipo di gas o di componenti chimici hanno queste bombe che stanno colpendo non alla salute della popolazione in forma immediata, bensì a lungo termine. Stanno utilizzando anche chimici che bruciano la pelle ed un apparato che emette suoni che possono causare la perdita dell'equilibrio o danneggiare alcuni organi, come l'udito.

Non sappiamo da dove stanno ricevendo i finanziamenti. Sé hanno ricevuto appoggio dei gruppi economici di potere e da organizzazioni di destra e di ultradestra di altri paesi. Si parlava dell'esistenza di un contratto di lobby proveniente da EE. UU. stimato in 260.000 dollari. Sembra anche che ci sia un importo che il governo ha dato all'Associazione Nazionale degli Industriali per finanziare varie marce in opposizione a Zelaya. Stanno utilizzando anche i fondi di riserva del paese. Hanno utilizzato già 280 milioni di dollari di questi fondi. Si parla inoltre di varie transnazionali, benché loro stesse abbiano pubblicato note chiarificatrici negandolo.

Non si sa da dove stanno ricevendo i loro fondi, ma quello che sì si sa è che stanno facendo un investimento incredibile nel settore militare. Tutti i militari camminano con equipaggiamento nuovo, con motociclette, con quelle sofisticate armi che prima si menzionava e che sono completamente nuove. Ci sono ipotesi che ricevano aiuto dell'Israele o del Perù, ma non abbiamo notizie certe. Quello che è chiaro è che stanno perdendo il denaro del paese e trascurando i settori prioritari, come la salute. Tutta la chirurgia è stata sospesa perché non ci sono risorse negli ospedali. Ci preoccupa anche che il governo abbia chiuso l'anno scolare. L'idea è che le scuole vengano militarizzate per, secondo loro, proteggere il materiale elettorale e che non possano boicottarsi le elezioni.

N+: E che vi sembra della posizione internazionale?

FNRP: Siamo molto preoccupati per la possibilità che la comunità internazionale appoggi il governo di facto sulla ricerca dello sbocco a questa crisi come loro stanno cercando di fare e cioè con le elezioni in novembre. Non può essere garantito un processo di elezione trasparente e con garanzie nelle condizioni attuali del paese. Siamo ancora in uno stato di coprifuoco e sotto il controllo militare e continuano sospese le garanzie individuali ed i mezzi di comunicazione.

Le elezioni non possono essere l'uscita di questa crisi, perché allora sarebbe come legalizzare un colpo di Stato. Questo non solo colpisce l'Honduras, bensì a tutta l'America latina. Perché d'ora in poi, qualunque governo che si opponesse a potenti gruppi o interessi economici potrebbe essere vittima di quello che sta succedendo al presidente Manuel Zelaya. Lui ed il gruppo di persone che l'accompagnano nell'ambasciata stanno soffrendo alcune condizioni realmente precarie.

N+: Che cosa comporterebbe per l'Honduras e per l'America Latina il trionfo della democrazia e del cambiamento che promuovono i movimenti sociali?

FNRP: In definitiva, il fatto che riuscisse la restituzione di Zelaya e si risolvesse questa crisi politica non avrebbe solo valore per gli honduregni, bensì per tutta l'America Latina. Sarebbe anche il trionfo di tutte questi piattaforme di movimenti ed organizzazioni sociali che esigono cambiamenti strutturali e riforme politiche e sociali che beneficino tutta la popolazione. Questo è qualcosa che deve succedere in tutta l'America Latina. Non possiamo permettere che la disuguaglianza si mantenga e che continuino gli stessi livelli di corruzione che presenti nei nostri paesi sottomessi alla povertà e l'oppressione.

Il ritorno della democrazia ed l'ottenimento di queste richieste dei movimenti sociali sarebbero una vittoria per l'America e per tutto il mondo. Se non lo otterremo sarà una sconfitta che lascerà il segno nello spirito e nell'immaginario collettivo della popolazione.

La restituzione di Manuel Zelaya è uno dei passi, ma la chiave è che la popolazione che si è svegliata e ha già una coscienza critica verso le problematiche che ci hanno oppresso, prenda forza e continui nella lotta per costruire un Honduras ed una America Latina più giuste, più solidali e più coscienti.