martedì 6 ottobre 2009

Ocalan: negoziati possono progredire attorno al DTP


Il leader del popolo kurdo Abdullah Ocalan nel suo incontro settimanale con gli avvocati ha posto l’attenzione sul ruolo dei differenti partiti e ha lanciato di nuovo l’appello per una “negoziazione democratica nella risoluzione della questione kurda”. Ha anche aggiunto che lo sviluppo di un negoziato democratico sarebbe centrato sul ruolo del DTP: “Entro due settimane sara’ chiaro se continuera’ la guerra o iniziera’ il processo teso alla ricerca di una soluzione democratica”.

Se iniziano i negoziati democratici lo faranno attorno al DTP
Ovviamente io e Qandil (qui si intende il vertice del KCK che si trova sul Monte Qandil, base principale della guerriglia. NdT) siamo coinvolti indirettamente in questo processo. Molte responsabilita’ comunque cadono sulle spalle del DTP.

Il DTP potrebbe formare una commissione interna con personalita’ di esperienza, abili nella negoziazione ed in grado di fornire suggerimenti autorevoli. Questa commissione potrebbe portare questi consigli all’attenzione dell’Assemblea nazionale, ne hanno il diritto. Potrebbero anche chiedere la formazione di una commissione interna all’Assemblea impegnata nello sviluppo del processo democratico.

La commissione parlamentare potrebbe essere formata da intellettuali, scrittori, accademici, membri delle ONG cosi come da membri dell’Assemblea. La Commissione dovrebbe poter avere degli incontri ad Imrali e sul Monte Qandil, coi vertici del governo, col DTP e anche il MHP e tutti gli altri partiti. Se cio’ fosse possibile sarebbe un grande chiarimento sulla via verso la democrazia”.

Il processo democratico si chiarira’ in due settimana
Il Presidente Ocalan ha detto che se ci sara’ processo democratico o guerra lo si sapra’ comunque entro le prossime due settimane: “Il programma dell’AKP all’apertura dell’attivita’ parlamentare sara’ un momento importante, indichera’ il precipitare degli avvenimenti nella guerra o l’avvio di un processo democratico.

Probabilmente si chiarira’ al massimo entro due settimane. Se l’AKP mostrera’ coraggio si potra’ aprire questo processo. Se non accadra’ cio’ rimarra’ soltanto la strada della violenza, del conflitto, dell’oppressione e della morte.

”Lo Stato si attende una soluzione da me. Anche il DTP mi indica come un attore importante in campo ma credo che la mia situazione venga un po’ sottovalutata. Sono qui da 11 anni. Molti altri troverebbe difficile resistere qui 11 giorni, si suiciderebbero.

Attualmente si chiede ai kurdi di abbandonare la loro kurdita’. I kurdi sono un popolo onorevole, proteggeranno la loro identita’ e combatteranno. Se il processo diventera’ negativo il popolo decider’ autonomamente. Ozal affronto’ la questione differentemenre ed infatti lo assassinarano. Erbakan anche voleva fare qualcosa ma lo fecero cadere. Hanno anche paralizzato Ecevit. L’AKP pone il suo interesse di parte sopra l’interesse del paese e questo e’ un approccio pericoloso”.

L’AKP considera il DTP l’agnello sacrificale
“Attualmente l’AKP considera il DTP come l’agnello sacrificale. Anche la burocrazia giudiziaria ha comunque tentato di colpire l’AKP. Ora questa stessa burocrazia giudiziaria ha nel mirino il DTP come ricompensa del caso Ergenekon (la gladio turca NdT).

Il AKP questa volta e’ tranquillo, non vuole dividere la scena politica col DTP e col CHP, vuole la scena politica tutta per se. Questa e’ la mentalita’ dell’AKP. Vedono il loro interesse sopra quello dello Stato. La stessa burocrazia giudiziaria che ha infruttuosamente tentato di porre sotto processo il Presidente Gul sta ora facendo lo stesso verso il DTP.

Perche’ stanno mettendo sotto processo i vertici del DTP quando non e’ stato fatto lo stesso con altri partiti? Questo atteggiamento dovrebbero essere compreso”.

Ocalan ha aggiunto che contro questi attacchi il DTP dovrebbe tentare di allargare la sua base di consenso, per questo motivo ha aggiunto l’importanza di creare delle accademie politiche e delle amministrazione municipali democartiche.

Una mentalita’ che permette l’uccisione dei bambini e’ pericolosa, e’ come dire “farete tutti la stessa fine”
“L’uccisione dei civili e’ il segno di quello che possono fare. Stanno dicendo ‘vi faremo fare la stessa fine’ “, ha detto Ocalan chiedendo alla opinione pubblica democratica di svelare la verita’.Il Presidente del PKK ha detto, inoltre, che ci sono delle lobby nel paese che vogliono la guerra: “Hanno ammazzato due patritoti kurdi a Sirnak spaccandogli la testa con le pietre. Hanno buttato la loro automobile da una montagna. E’ un messaggio, una minaccia.

Stanno dicendo ‘vi facciamo fare la stessa fine’. L’uccisione di persone che non hanno una diretta influenza politica dimostra quello che possono fare. Possono ammazzare persone normali. Ho letto che hanno ammazzato un ragazzino nel riformatorio di Adana, credo che fosse di Mardin, perche’ si sarebbe rifiutato di cantare l’inno nazionale. Hanno detto che sono stati gli altri bambini ad ucciderlo. Questi sono crimini organizzati e deliberati. Uccisioni di bambini simili a questa sono gia’ accadute in passato. Cosi’ come ammazzarono Ugur Kaymaz.

Non capisco come possano fare questa cosa orribile. A prescindere da chi lo compie questi avvenimenti dovebbero essere sempre indagati e perseguiti. Gli avvocato dovrebbero difendere i diritti del popolo.

Il foro territorialmente competente dovrebbe investigare e porre sotto processo i responsabili di questa vicenda. Se questa cosa fosse capitata in Europa avrebbero scatenato l’inferno, avvrebbero aperto dieci processi, raccolto le prove e svelata la verita’. Questi assassinii disvelano la mentalita’ di quelli che sono dietro gli autori”.