venerdì 5 febbraio 2010

Nazionalismo e razzismo in Australia 2010

protesta Aborigena
Anche quest’anno per il 26 di gennaio, occasione della festa nazionale d’Australia che celebra l’arrivo della prima flotta navale Britannica in Australia nel 1788, la questione del razzismo e’ tornata alla ribalta per una congiunzione di problemi sociali, sia storici che d’origine piu’ recenti.
Sempre, e mai risolto, l‘Australia Day’ porta a galla il ‘problema’ Aborigeno e le condizioni da ‘Terzo Mondo’ in cui la maggior parte della popolazione Aborigena  continua a vivere. Anche se gran parte oramai vive in centri urbani, o nelle sue vicinanze, la poverta’ e’ simile dovunque.
Due anni fa’, l’attuale governo Laburista, in una grande occasione teatrale, si e’ scusato per le dispossessioni delle terre Aborigine e il maltrattamento che hanno subito per generazioni. Anche se questa e’ stata una svolta storica, le realta’ sociali ed economiche hatto fatto che queste parole siano rimaste solo buone intenzioni.
In piu’, il partito Laburista ha continuato la politica del governo precendente verso gli Aborigeni nel ‘Northern Territory’ dove, con la scusa di risolvere i loro problemi sociali, via leggi speciali d’emergenza, le comunita’ Aborigene hanno perso il controllo delle loro terre e le delle loro stesse comunita’. Questo intervento ha poi visto tanti soldi essere spesi in studi e consulenze, ma finora ben pochi sono arrivati nelle comunita’ Aborigene per costruire case, scuole, ospedali etc...
Al contrario, questa nuovo intervento ha incrementato il numero di Aborigeni, che abbandonando le loro terre tradizionali, si sono trasferiti nelle citta’. Questa migrazione fa si che le aree Aborigine risultano ‘vuote’, e cosi’ sono alla portata delle compagnie pastoralizie e minerarie.
Per gli Aborigeni, il 26 di gennaio e’ ‘Invasion Day’ (il giorno dell’invasione), e anche se il loro movimento ne risente per via della loro marginalizzazione, il motto e’ sempre lo stesso ‘We have survived’ (noi abbiamo sopravvisuto). La luna di miele per il nuovo governo e’ passata, e le proteste contro la politica del governo continuano ad aumentare.
La situazione dei rifugiati che vengono via mare, che da anni ha fatto notizia in tutto il mondo, rimane drammatica. Dopo qualche piccolo miglioramento nelle leggi che regolarizzano come vengono accolti e smistati, il governo Laburista e’ ritornato su una politica basata sui temi della sicurezza nazionale e il bisogno di non apparire ‘deboli’. Cosi, il centro di detenzione nella sperduta isola dell’oceano Indiano, Christmas Island, ha dovuto essere ampliato recentemente, mentre il governo ha tentato di fare un accordo con l’Indonesia in modo che tutti i rifugiati potessere essere intercettati e "parcheggiati" indefinitivamente al nord dell’Australia.
La terza questione che da due anni e’ di cronaca quotidiana, sono i continui attacchi contro studenti Indiani. Negli ultimi anni, in Australia, si e’ sviluppato un settore privato di educazione per studenti esteri, portando miliardi di dollari nelle tasche del governo e i proprietari di questi instituti.
I costi di questa ‘industria’ sono tenuti al minimo, con poca vigilanza sulla qualita’ dei corsi che gli studenti ricevono, e il tutto si basa sul numero di studenti che si possano portare ogni anno. L’India e’ diventata uno dei paesi da cui provengono una gran parte di questi studenti, e come tanti altri, per motivi economici devono lavorare mentre sono in Australia.
I lavori li trovano nei distributori di benzina, i mini market 24 ore, come tassisti e nelle officine lava macchina che hanno paghe basse e orari lunghi. Questi tipi di impieghi, espone gli studenti Indiani alle frangie razziste della societa’ dato che li tocca lavorare, e muoversi, nelle ore notturne ed in posti poco frequentati.
Manifestazione di studenti Indiani, Melbourne
Anche se gli stessi studenti hanno reclamato questi incidenti da anni, la polizia si sta finalmente muovendo ad impegnarsi di piu’ nel risolvere questi casi, e tante organizzazioni sociali hanno fatto reclami su questo tema, i vari governi Statali e Federali Australiani hanno continuato a negare l’esistenza di un problema razzista.
I governi invece, hanno dimostrato piu’ volte di essere molto piu’ interessati a difendere i profitti commerciali con l’India, che a difendere gli studenti Indiani in Australia.
Per lo stato Australiano, l’importanza di non cedere sulla questione del razzismo verso gli studenti Indiani, e’ principalmente il timore che qualsiasi dibattito sul razzismo si trasformera’ in un’analisi sulla situazione Aborigena. Questo potrebbe comportare ad una rivalutazione della storia Australiana, da un racconto trionfalista per dell’espansione della civilta’ Britannica su questo continente vuoto e sperduto, ad una esperienza di colonializzazione ed imperialismo.

di Piergiorgio Moro

Robbie Thorpe e M1 (Dead Prez) at Trades Hall, Melbourne, contro la 'NT Intervention'
'Australia Day' - Aborigeni, rifugiati, studenti Indiani