lunedì 1 febbraio 2010

Europe on sale

Ovvero come la Banca cinese continua a colonizzare l'occidente

Il diario di bordo di Paolo Do - Singapore

A Singapore la notizia sta facendo non poco rumore: l`Europa è in vendita, e cerca acquirenti sul mercato asiatico. Tramite la banca americana Goldman Sachs il ministro delle finanze della Grecia sta provando a vendere buoni del tesoro nazionali lì dove la liquidità per tali acquisti di certo non manca: ovvero in Cina. Atene sta infatti cercando di piazzare buoni del tesoro per un valore di oltre 25 bilioni di Euro, per ri-finanziare il proprio debito nazionale. Saranno le ricche riserve della banca Cinese a salvare dal fallimento lo stato-nazione partenopeo?

Il ministero delle finanze greche ha già programmato un tour a febbraio per incontrare nuovi potenziali finanziatori a Hong Kong, Shanghai e Beijing. Con i suoi 2.4 trilioni di riserve in dollari americani la Banca centrale Cinese potrebbe essere il maggior acquirente del debito Greco; i bond in Euro sarebbero infatti una occasione ghiotta per  allentare un poco la dipendenza di Beijing dal dollaro americano.
Accanto ad una inesistente Europa che sembra abbia risposto negativamente alle richieste della Grecia, anche il Fondo Monetario Internazionale, protagonista nelle ultime crisi sovrane, dalle tigri asiatiche alla America Latina, sembra osservare un po' perplesso questo inedito ingresso Cinese in Europa. Onde evitare una bancarotta, bisogna fare in fretta, perché molti dei debiti di Atene sono in scadenza proprio a fine Febbraio. In cambio la Grecia promette una nuova disciplina fiscale e l'introduzione di nuove rigidità di spesa - sociale anzitutto. A chi verranno indirizzate tali promesse? Alla Cina?
Ma a quanto è trapelato sul maggior quotidiano economico di Singapore in questi giorni, il dragone cinese sembra scettico: secondo gli ufficiali finanziari di Pechino si tratterebbe infatti di un acquisto troppo rischioso. La novità di questa storia è che essa mostra come oggi il rischio legato alla sovranità riguarda proprio le tradizionali economie avanzate anziché i cosiddetti mercati emergenti, come ci eravamo abituati a pensare. Debito pubblico e deficit fiscale, dopo un biennio di crisi e recessione, stanno alimentando le paure sui rischi di sovranità delle economie avanzate, come il caso della Grecia dimostra ampiamente.