domenica 18 aprile 2010

Cochabamba 2000 - Italia 2010: la guerra dell'acqua continua

Con una spettacolare marcia per il decennale della Guerra dell'Acqua di Cochabamba, ha preso il via ufficialmente la Feria del Agua


Diecimila  persone circa, il coinvolgimento di movimenti sociali ed organizzazioni da ogni parte del mondo.E la massiccia partecipazione delle sigle dei comitès de agua riuniti in Asicasur,  i comitati di base che gestiscono autonomamente la distribuzione dell’acqua della zona Sud di Cochabamba, una delle realtà più forti e rappresentative della Bolivia.
La Tercera Feria Internacional del Agua – dal 15 al 18 aprile a Cochabamba - è stata inaugurata così: con  una marcia partecipata e coraggiosa che in mattinata ha attraversato la città dalla storica Plaza 14 Septiembre ed è arrivata alcune ore dopo fino alla sede operaia del Complejo Fabril.

La Feria del Agua, alla sua terza edizione, quest’anno coincideva con il decimo anniversario della Guerra dell’acqua di Cochabamba.
La marcia cittadina certo è stata una colorata manifestazione commemorativa del conflitto cochabambino, e un omaggio al coraggio della gente boliviana che dieci anni fa affrontò la multinazionale statunitense Bechtel che aveva privatizzato l’acqua della città, vincendo.
Ma dall’altra, ha convogliato lo spessore politico dell’evento.
La gente della Zona Sur di Cochabamba a tutt’oggi non riceve un goccio d’acquadalla rete idrica municipale. Il sistema di distribuzione d’acqua – fra pozzi privati ed autobotti – è totalmente autogestito.”Dalla Guerra dell’Acqua, dieci anni fa, la nostra situazione non è cambiata”, ha detto uno dei dirigenti di Asicasur. Ed Oscar Olivera, uno dei protagonisti della Guerra dell’Acqua, durante la marcia ha sottolineato più volte che “la Bolivia ha un problema idrico drammatico, che ha bisogno di iniziative urgenti”.
Una marcia che, assieme alle istanze boliviane, ha visto confluire gli scenari internazionali più significativi in tema di accesso e privatizzazione dell’acqua: dagli esponenti della Red Vida, la rete interamericana dei movimenti per l’acqua, con, fra gli altri, la Colombia – che sta portando avanti un referendum contro la privatizzazione – , l’Ecuador, alle prese con la difficile  elaborazione della nuova Ley de Aguas, l’Uruguay del primo plebiscito che ha fatto dell’acqua un diritto umano, cinque anni fa.
Ma soprattutto, l’Italia, paese in questo momento simbolo delle politiche neo-liberiste che attraversano il continente europeo, culla delle maggiori mulitinazionali dell’acqua.
Organizzazioni impegnate nella cooperazione internazionale in Bolivia, ed appartenenti al Forum italiano dei Movimenti per l’acqua, hanno portato all’attenzione internazionale la situazione nazionale, con l’approvazione, in novembre, del Decreto Ronchi, e la raccolta di firme in prossima partenza il 25 aprile per il referendum abrogativo previsto nel 2011.
La battaglia della città di Aprilia - che dopo quasi un decennio di lotta civile proprio in questi giorni sta riacquistando la gestione della municipalizzata locale - la ripubblicizzazione dell’acquedotto pugliese, sono stati gli spiragli di speranza raccontati alle delegazioni internazionali provenienti da tutto il mondo, situazioni di resistenza e coraggio che hanno dato linfa all’intero movimento italiano.
Da domani, e per tre giorni, la Feria del Agua proseguirà con incontri e seminari, per cui sono previsti migliaia di partecipanti.
In particolare, verranno approfondit le tematiche che legano l’acqua al cambio climatico e ai diversi quadri normativi dei Paesi partecipanti, e alle partnership pubblico – pubblico e pubblico – comunitario, come alternativa alle nuove forme di privatizzazione.
Da questi giorni di studio e confronto verrà redatto un documento congiunto da presentare alla Cumbre del cambio climatico - che si terrà sempre a Cochabamba a partire dal 20 aprile: un manifesto d’intenti e di proposte sulle tematiche urgenti delle risorse idriche, ma anche di critiche rispetto alle politiche governative degli stati che saranno presenti al meeting.