giovedì 8 aprile 2010

"Quello è il Subcomandate Marcos?" "No, è Leuccio Rizzo, di Galatina"

Noi Leuccio lo conosciamo. L'abbiamo conosciuto nel dicembre del 2007, in un Campamento Civil por la Paz del Centro Derechos Humanos Fray Bartolomé de Las Casas. Poco dopo l'abbiamo rincontrato a San Cristobal, abbiamo cenato con lui, discusso di politica, parlato di zapatisti e di Italia. Lui ci ha spiegato la sua scelta, la sua decisione di trasferirsi in Chiapas e collaborare con quelle Associazioni e ONG che lottano per i diritti degli ultimi e degli emarginati, che spesso in Chiapas coincidono con gli indigeni. Quegli indigeni, quei campesinos, che, come nel caso dell'esperienza zapatista, hanno deciso di dire "basta!" all'emarginazione e allo sfruttamento; che hanno trasformato il margine da linea di confine a spazio di ribellione e autorganizzazione.

Abbiamo incontrato nuovamente Leuccio quest'inverno, sempre in Chiapas, a San Cristobal, durante il Seminario internacional de reflexión y análisis che si è tenuto al Cideci-UniTierra dal 30 dicembre al 2 gennaio. Ci siamo salutati, abbiamo parlato, gli abbiamo chiesto consigli e informazioni.

Adesso vediamo la foto di Leuccio sulle pagine di tutti i quotidiani, affiancata a quella del Subcomandante Marcos, e sotto leggiamo che quello (Leuccio) è il Sub senza passamontagna. Tutti oramai sappiamo il contesto in cui è stata pubblicata la foto: il quotidiano massicano Riforma pubblica un articolo dove si dice che un disertore dell'EZLN ha consegnato un dossier di 83 pagine contenente informazioni sull'organizzazione zapatista e foto di alcuni dirigenti (tra cui Marcos) senza passamontagna. All'articolo allega alcune di queste foto, tra cui quella del "SubLeuccio".

La notizia del presunto dossier del presunto disertore ha fatto il giro del mondo, e così le foto. Noi, causa la folta barba e il cappello, non abbiamo riconosciuto immediatamente che il presunto Marcos era in realtà Leuccio, ma, come a tutti coloro che conoscano minimamente l'attuale situazione nei territori zapatisti, l'articolo con la storia del "dossier" e del "disertore" e la foto del presunto Marcos è apparso preoccupante. Quando poi nella foto abbiamo riconosciuto Leuccio, il tutto, oltre che preoccupante, ci è sembrato di una gran cialtroneria.

Perchè preoccupante: noi riteniamo che l'articolo vada inserito all'interno di quell'intensificazione della repressione scatenata (ma ben mascherata) dal governo  contro la struttura zapatista. L'articolo riporta delle parti del "dossier": si parla di un finanziamento all'EZLN da parte di ETA; poco tempo fa ETA era data per morente, e adesso, sempre dalle stesse fonti, sembra che ETA sia al centro di perversi rapporti internazionali: da Chavez alle Farc, all'EZLN. Qualcosa non quadra. Si fa poi un elenco delle armi in possesso dell'EZLN. E sono quelle armi di cui può disporre qualunque movimento armato dell'America Latina. Si fanno poi i nomi di alcuni membri della Junta de La Garrucha (pubblici e facilmente reperibili su Internet!), si indica la targa dell'auto con la quale si muove il Sub, e altre informazioni note ai più. In sostanza: l'articolo (e forse anche l'intero dossier) non dice niente di più di quello che chiunque sia stato almeno due volte in Chiapas può sapere. Aggiunge solo la fandonia di ETA.

Perchè cialtrone: sembra che abbiano fotografato il primo cooperante con la barba che gli è capitato sotto obbiettivo e hanno detto al mondo intero "quello è Marcos". Ma Leuccio arriva a malapena a 40 anni ( e dalla foto si vede) ed è magro come un chiodo (e dalla foto si percepisce), e Marcos ha più di 50 anni e, considerate le ultime apparizioni pubbliche, magro magro non dovrebbe essere, anzi. Con questa grossolana cialtroneria nello scegliere "Marcos" senza passamontagna, hanno in realtà smascherato del tutto lo scopo di questa operazione mediatica: attacare gli zapatisti costruendo  subdolamente provocazioni e falsità.

Vogliamo condannare l'ennesimo attacco, basso e vile, contro l'esperienza zapatista. Quell'esperienza zapatista che noi sosteniamo e condividiamo da sempre, e che in questi anni ha ridato dignità e speranza a migliaia di uomini e donne. Esperienza zapatista che viene continuamente attaccata dai Mal Governi attraverso bande paramilitari armate e finanziate, provocazioni, diffamazioni, e altri mezzi subdoli e vergognosi.

Vogliamo esprimere pubblicamente solidarietà a Leuccio, amico e compagno, per la spiacevole situazione nella quale si è trovato coinvolto.

E infine ci chiediamo: e se non fosse cialtroneria? Qui ci fermiamo e riflettiamo. Retroscena ancor più sordidi potrebbero svelarsi.