venerdì 30 aprile 2010

Messico - Oaxaca - L'attacco alla Carovana di solidarietà: la situazione a San Juan Copala

Il Municipio Autonomo: approfondimenti e intervista a Jorge Albino Ortiz

 

Oaxaca: un nome che abbiamo imparato a conoscere alcuni anni fa, nel 2006, con l'inizio di un forte movimento partito con la protesta dei maestri e che si allargò velocemente ad ampi settori indigeni e popolari. 

Un movimento che il Governatore Ulises Ruiz cercò immediatamente di reprimere nel sangue.

Per diversi mesi l'intera capitale dello Stato fu un reale laboratorio di autonomia che solo la repressione più brutale, riporto all' "ordine".
Da allora, in una dimensione lontana dai riflettori della comunicazione ufficiale, in diverse zone dello stato di Oaxaca sono continute lotte, proteste e anche sperimentazioni autonome.
Una di queste è il Municipio Autonomo di San Juan Copala.
Come in molte altre situazioni ad attaccare questa esperienza autonoma indigena così come altri movimenti sociali sono dei gruppi paramilitari.
Si tratta di gruppi, al di là delle sigle, foraggiati dai partiti al potere, dalle consorterie di interessi per fermare le esperienze che si oppongono e chiedono giustizia sociale.
Oggi la storia del Municipio di San Juan Copala è salita alle cronache per l'aggressione violenta di una Carovana di solidarietà con la presenza di organizzazioni sociali, organismi di difesa dei diritti umani, ong, giornalisti che volevano denunciare l'assedio paramilitare di questa zona.
Il bilancio dell'aggressione è gravissimo: hanno perso la vita sotto i colpi dei paramilitari Alberta Carino, messicana e Tiry Antero Jaakkola, finlandese e mentre scriviamo ancora non si conosce la sorte di altre 6 persone.
Sui media ufficiali la questione, come spesso accade, viene presentata come scontri interetnici. Ma non è così! Si tratta di una aggressione dai connotati chiari che vuole intimidire chi lotta per il riconoscimento dei diritti indigeni,  chi a livello messicano e internazionale pensa che bisogna denunciare chiaramente l'impunità e la repressione.
Per questo è importante mobilitarsi e far conoscere realmente la situazione dello Stato di Oaxaca.
Associazione Ya Basta
MATERIALI DI APPROFONDIMENTO
Dal volume "Otras Geografias. Experiencias de autonomia Indigenas en Mexico" a cura di Giovanna Gasparello e Jaime Quintana:
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L'attacco alla Carovana Internazionale: un massacro annunciato.
Commento di Francisco Lopez Barcenas da La Jornada
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Intervista con Jorge Albino Ortiz, Portavoce del Municipio Autonomo
Ci puoi raccontare la storia del Municipio Autonomo di San Juan Copala e com'è adesso la situazione?
Ascolta l'audio 
Stiamo attraversando un momento molto critico.
Il Municipio Autonomo si è formato circa 3 anni fa, con la volontà di riscattare la cultura, la lingua triqui e per rompere con l'egemonia dei partiti politici, che ci hanno portato solo problemi e violenza.
Sono loro che hanno provocato il fatto che, ogni volta che ci sono le elezioni, ci siano morti e feriti, ci siano imboscate.
Una situazione generale in cui le scuole chiudono e i bambini perdono l'anno, non ci sono medici .. Per tutti questi motivi abbiamo creato il Municipio Autonomo perchè le comunità indigene triqui potessero eleggere le loro proprie autorità.
Abbiamo deciso di recuperare la storia e la condizione di Municipio che avevamo nel 1945.
Prima della creazione del Municipio Autonomo la violenza era molto forte, nonostante allora ci fosse nel territorio l'esercito e a polizia, che non facevano nulla per arginare la violenza.
Per questo abbiamo creato il Municipio Autonomo
Nei tre anni di esistenza abbiamo lavorato sull'educazione, la salute, e abbiamo creato una forma di governo nostro.
Quando pensavamo che ci eravamo stabilizzati, che potevamo tranquillamente lavorare con le nostre autorità è arrivato un altro attacco.
Il governo dello stato di Oaxaca ha appoggiato il gruppo UBISORT per occupare con le armi il Palazzo Municipale Autonomo
Dopo qualche settimana, con una assemblea comunitaria, siamo riusciti ad entrare di nuovo nel Palazzo Municipale ed abbiamo eletto un nuovo presidente municipale autonomo.
Da 4 mesi San Juan Copala non ha nessun servizio di educazione, salute, acqua potabile, non c'è il telefono, la gente non può uscire a comperare da mangiare.
Chi si arrischia ad uscire sono le donne che usano sentieri laterali, ma che a volte sono oggetto anche lì di imboscate.
L'entrata della strada che porta a San Juan Copala è bloccata dai paramilitari.
Di fronte a questa situazione il 14 aprile 2010 abbiamo deciso di organizzare la riapertura della scuola nel Municipio Autonomo in collaborazione con la Sezione 22 dei maestri, il sindacato dei maestri,
Abbiamo avvisato le autorità di questa nostra azione ed immediatamente dopo è arrivato un altro attacco: l'uccisione del maestro supplente della scuola primaria.
La situazione si è ulteriormente complicata: le lezioni si sono fermate di nuovo e per questo abbiamo deciso di dare vita ad una Carovana nazionale ed internazionale per rompere l'assedio paramilitare e cercare di rendere pubblica la situazione che si vive a San Juan Copala.
Qual'è la situazione dopo l'aggressione alla carovana?
Stiamo iniziando una forte campagna verso l'estero, sollecitando l'intervento di organizzazione come Amnesty Internacional e l'ONU.
Chiediamo che l'indagine sull'attacco alla Carovana sia presa in mano dalla Procuraduria General de la Republica.
Chiediamo che intervenga la Croce Rossa Internazionale perchè questo caso ormai no riguarda solo noi ma è un aggressione contro giornalisti, organizzazioni straniere.
Sappiamo che oggi ci sono diverse manifestazioni a Città del Messico: una all'Onu e una al Governo.
Negli Usa gli indigeni triqui migranti si stanno mobilitando.
Oggi ci sarà il funerale della compagna Betty Carino.
Diverse persone sono ancora disperse tra cui due giornalisti della rivista ContraLinea. Visto che la Polizia si rifiuta di entrare nella zona per fare le ricerche, domani i familiari dei dispersi vogliono entrare nella regione e fare le ricerche dei 6 dispersi.
Invitiamo tutti a seguire con attenzione cosa succederà.