venerdì 12 marzo 2010

Assembla l’ultima Prius, poi si suicida

Non farà numero, è uno dei 35 mila giapponesi che ogni anno si tolgono la vita: uno ogni 15 minuti circa.  Ma il suicidio di K.T. (per ora si conoscono solo le inziali: scriviamo in base ad informazioni provenienti dalla fabbrica, la notizia non è ancora stata battuta dalle agenzie)  è particolarmente drammatico e inquetante.
K.T era un lavoratore precario. Al suo ultimo contratto.
Dopo quasi tre anni di lavoro alla catena di montaggio, oggi era il suo ultimo giorno di lavoro. Licenziato. Come ogni giorno si è recato in fabbrica, solo che invece del bento, il pranzo da casa, si è portato una bottiglietta di acido solfidrico. E’ il sistema oggi più diffuso, tra i giovani disperati, per suicidarsi senza troppo soffrire. Si sviene immediatamente, e non ci sveglia più. Il fatto è successo nella fabbrica di Fujimatsu, dove si assemblano le Previa e le Prius, l’ibrido fiore all’occhiello della Toyota. I compagni hanno trovato il cadavere dentro una Prius perfettamente completata, pronta per la consegna. Accanto al corpo dell’operaio, un biglietto d’addio, sul cui contenuto per ora non si sa nulla. Pare sia stato raccolto da un dirigente della fabbrica e non sia più riapparso. La fabbrica di Fujimatsu lavora dalle 6:30 di mattina alle 3 di notte. Il cadavere è stato torvato alle 6:05 e ha provocato l’interruzione del ciclo produttivo – ci ha spiegato con inspiegabile freddezza un portavoce – di 4 ore e 16 minuti. Da far venire i brividi.