martedì 16 marzo 2010

Cile - Adios señora Bachelet



Bachelet ha finito il suo breve mandato e lascia una pesante eredità nelle politiche indigene: assassini impuniti di mapuche, abusi della forza pubblica, militarizzazione delle comunità, violenze a bambini e bambine mapuche, inadempimento di obblighi internazionali per i diritti umani, complicità con i poteri forti dei grandi gruppi economici, durezza con i prigionieri politici mapuche.

Una somma di razzismo, arbitrarietà, stupidità, corruzione, in un governo inetto, hanno condotto alla più grave frattura contemporanea tra popolo mapuche e stato cileno.
La storia mapuche rimane segnata dalla morte di Matias Catrileo e Jaime Mendoza Collio, assassinati durante il Governo di Michelle Bachelet Jeria.
Bachelet è l’apice e l’insieme delle peggiori caratteristiche di quello che sono stati 20 anni di governi della concertazione. Un regime la cui "opera" è stata messa a nudo da un terremoto: distruzione dei patti sociali, privatizzazione della solidarietà, esteriorizzazione della politica e della convivenza. Strade, ponti e democrazia di facciata incapaci di sopportare terremoti geologici e sociali.
L’unico progresso che si registra nel periodo Bachelet è la ratifica dell’Accordo 169 dell’OIL. Posticipata cinicamente durante 4 governi concertazionisti, la ratifica è stato un risultato della mobilitazione mapuche e la data della sua approvazione ha un nome: Matias Catrileo.
Solo dopo il suo assassinio il cinico e miserabile ministro Viera Gallo ha assegnato carattere di urgenza alla ratifica, per spegnere l’incendio. Dopo la ratifica, il Governo di Bachelet e Viera Gallo hanno fatto tutto il possibile per sabotare l’Accordo169.
La chicca finale del Governo di Bachelet e di 20 anni di concertazione è il completo abbandono in cui hanno lasciato le comunità mapuche dopo il recente terremoto e maremoto.
I Governi della Concertazione sono passati. Il popolo mapuche rimane. Con tutte le forze della terra.