martedì 23 marzo 2010

Kurdistan - Newroz 2010 (seconda parte)

Report della delegazione italiana ad Hakkari

Porteremo a lungo nei nostri cuori le immagini della straordinaria giornata trascorsa oggi ad Hakkari. Un Newroz sentito e partecipato in cui gli abitanti di questa provincia  hanno portato tutto il loro entusiasmo, ma anche tutta la loro rabbia repressa.
Anche qui come in molte altre città Kurde, dopo la schiacciante vittoria del DTP (Partito della Società Democratica, messo fuori legge alla fine del 2009) alle scorse elezioni regionali, è seguita una pesantissima repressione da parte del governo centrale turco. Centotrentotto arrestati, di cui trentacinque minorenni, oltre ad innumerevoli citazioni in giudizio, sopratutto nelle file dello stesso DTP o di esponenti municipali, ma anche fra la popolazione civile. Il capo d´accusa sempre lo stesso: simpatie per il PKK o comunque reati di opinione. Pene pesantissime che non risparmiano nessuno e senza alcuna differenziazione per i minori, anche di 12-13 anni.
Carceri piene - diritti zero: questa è la dura realtà del Kurdistan.
Per nulla intimoriti da questo pesante clima politico, nè dall´esercito che dai punti strategici circostanti teneva sempre sotto tiro la folla, ma favoriti dalla splendida giornata di sole, non meno di 30000 persone hanno riempito la grande spianata dove si è svolto il Newroz, in una cornice mozzafiato di montagne innevate (3-4000 metri) che fanno da sfondo a 360 gradi.
Cortei partiti da ogni parte della città sono confluiti fin dalle 10 del mattino, quasi travolgendo i cordoni di polizia predisposti per perquisire l´accesso alla spianata. Innumerevoli gli slogans e le canzoni per il presidente Apo Abdullah Ocalan, da 11 anni detenuto in isolamento nell´isola carcere di Imrali; tante le sue effigi e le bandiere del PKK sventolate da giovani e bambini a volte coperti, a volte no (rischiano anche 20 anni di prigione per questo “reato”).
Sul palco si sono alternati famosi musicisti kurdi, su tutti lo straordinario rapper Serhado e brevi discorsi dei leaders politici locali. Una folla ondeggiante e coloratissima non ha mai smesso di ballare e cantare per almeno 6 ore. Tantissime le donne vestite dei loro abiti sgargianti o nella tradizionale uniforme della guerriglia, ma i colori dominanti, come sempre, sono il giallo il rosso ed il verde, i colori proibiti, i colori dell´identità kurda negata!
L´accoglienza per noi stranieri (10 italiani, 10 francesi e 6 tedeschi) è stata come sempre straordinaria: baci, abbracci, sguardi che non si dimenticano, e tanti amici in più.
Poi l´inaspettato invito sul palco centrale, qualche parola pronunciata al microfono sull´importanza della vera solidarietà internazionalista e l´immensa gioia e commozione di sentirsi veramente parte di un unico popolo senza più confini, nè frontiere.
Spas heval, compagni kurdi! Ci avete dato davvero tanto e grande sarà il nostro impegno per rivendicare ovunque e sempre la vostra lotta, i vostri diritti, la vostra libertà.

NEWROZ PIROZ BE!