mercoledì 10 marzo 2010

Messico - Il governo vuole scatenare un’offensiva.

Il governo generalizza la violenza per scatenare un’offensiva, denunciano gli zapatisti
 
 Articolo di Herman Bellinghausen
  su La Jornada – Martedì 9 marzo 2010
“Di fronte alla mancanza di legittimità, il malgoverno generalizza una situazione di violenza costruendo pretesti per creare condizioni favorevoli per un intervento militare contro l’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale (EZLN)”, hanno dichiarato oggi le donne dell’Altra Campagna nel contesto del Giorno Internazionale della Donna Ribelle, alla fine del loro incontro con un corteo per le strade di questa città.  Hanno così reso omaggio “alla comandanta Ramona, alla compagna Olga Isabel, le senza nome, le senza volto e quelle che non sono qui ma ci ascoltano, quelle che dalle carceri non smettono la loro ribellione e dignità”.
Nello stesso tempo hanno protestato “contro la guerra che i malgoverni orchestrano per mezzo di gruppi di scontro, paramilitari e le loro forze armate”, nella quale “trasforma le donne ribelli in obiettivi da attaccare, sfruttare e crudele bottino”.   Nei mesi recenti, hanno affermato, “sono aumentate le aggressioni e le provocazioni contro chi resiste in basso e a sinistra; il malgoverno persegue l’esproprio, la repressione, lo sfruttamento ed il disprezzo come mezzi per avanzare nel controllo geopolitico, economico e sostenere il sistema capitalista”, per il quale “la terra e le persone sono merci; per i popoli, la terra, il territorio sono la base per la vita, la cultura, il lavoro”.  Accusano il governo di usare il suo potere “per controllare i mezzi di comunicazione, costruire realtà e mascherare la sua strategia di terrore e morte”, perché “sotto la copertura del dialogo, conciliazione ed accordo, confondono chi resiste e l’opinione pubblica”. Le autorità “finanziano, addestrano e danno impunità a paramilitari, delinquenti, corpi di polizia e militari”, mentre vogliono “dare l’immagine che gli attivisti sociali sono delinquenti”.   A Bolón Ajaw (municipio autonomo Comandanta Ramona), hanno detto che il governo vuole creare l’impressione che gli zapatisti “vogliano appropriarsi delle terre di altri contadini, ma convenientemente ‘dimentica’ che queste sono state recuperate (da un fattore) dalle basi di appoggio, che le coltivano e proteggono; ‘dimentica’ i precedenti di aggressioni da parte dei contadini dell’Organizzazione per la Difesa dei Diritti Indigeni e Contadini (Opddic), gruppo paramilitare che deve rispondere di molte morti e che in cambio di briciole e di essere diventato un servo malpagato, si presta a favorire l’esproprio e l’introduzione di grandi progetti turistici ad Agua Azul”. Questo stesso gruppo “ha stretto accordi col governo per cacciare ed occupare altri territori recuperati dalle basi dell’EZLN nella zona del caracol di La Garrucha, come la comunità di Santo Domingo”.   In questo stesso contesto “e con la finalità in particolare di provocare l’EZLN, ha sgomberato Laguna San Pedro (municipio autonomo Ricardo Flores Magón), bruciando tutto al suo passaggio, usando le donne ribelli come ostaggi, terrorizzando e creando le condizioni per il ricollocamento delle comunità basi di appoggio attorno alla regione dei Montes Azules, appropriarsi di questa e lasciare una ferita nei cuori zapatisti”.   Elencando gli attacchi avvenuti dall’inizio dell’anno, le donne sottolineano che la strategia governativa “vuole distruggere i progetti promossi dalle comunità zapatiste e da altre organizzazioni che vogliono una vita degna”.
La dichiarazione politica dell’incontro, firmata da più di 20 organizzazioni e collettivi di una decina di municipi chiapanechi, ratifica l’impegno con le lotte storiche delle donne e denuncia che “nel primo centenario di questa commemorazione, il sistema capitalista, neoliberale e patriarcale ha aggravato le nostre condizioni di vita e lavoro, comunitarie, familiari, ambientali, mentre ha accresciuto le disuguaglianze di genere, classe ed etnia”.